Anticipazioni del rapporto SVIMEZ: il Sud cresce più del Nord grazie al settore delle costruzioni

La crescita degli investimenti orientati all’ampliamento della capacità produttiva è invece inferiore di tre punti a quella del Centro-Nord. Le imprese nel Mezzogiorno sono infatti più esposte allo shock Ucraina e all’aumento dei costi dell’energia

Nel 2022 gli investimenti crescono al Sud più che al Nord: +12,2% contro il +10,1% rileva la Svimez nelle anticipazioni del Rapporto 2022 dove sottolinea come nel Mezzogiorno, però, a spingere la crescita siano soprattutto quelli nel settore delle costruzioni, grazie allo stimolo pubblico (ecobonus 110% e interventi finanziati dal Pnrr).

La crescita degli investimenti orientati all’ampliamento della capacità produttiva è invece inferiore di tre punti a quella del Centro-Nord (+7% contro +10%).

Lo shock sui costi di produzione, spiega la Svimez, “si dovrebbe trascinare nel biennio incidendo sulle decisioni di investimento delle imprese, che dovrebbero seguire una dinamica più bilanciata tra componente in costruzioni e macchinari nel Centro-Nord, mentre al Sud prevarrebbe ancora l’effetto di stimolo determinato dalla ripresa degli investimenti pubblici, a svantaggio della crescita degli investimenti in macchinari e attrezzature”.

Le imprese nel Mezzogiorno sono più esposte allo shock Ucraina e all’aumento dei costi dell’energia, perché qui sono più diffuse imprese di piccola dimensione, caratterizzate da costi di approvvigionamento energetico strutturalmente più elevati sia nell’industria che nei servizi.

Inoltre, evidenza l’analisi, i costi dei trasporti al Sud sono più alti, oltre il doppio rispetto a quelli delle altre aree del Paese. La Svimez stima che uno shock simmetrico sui prezzi dell’energia elettrica, che ne aumenti il costo del 10%, a parità di cose, determini al Sud una contrazione dei margini dell’industria di circa 7 volte superiore a quella osservata nel resto d’Italia, rischiando di compromettere la sostenibilità dei processi produttivi con possibili conseguenze sul mantenimento dei livelli occupazionali.