Grano duro, i produttori di Bari-Bat e Foggia: “No a speculazioni sul prezzo”

Gravi speculazioni in atto sul prezzo del grano duro. E’ la denuncia che arriva dai produttori cerealicoli di Bari, della Bat e di Foggia, attraverso CIA Levante e CIA Capitanata, declinazioni provinciali di CIA Agricoltori Italiani Puglia.
Le quotazioni della CUN e delle borse merci di Bari e Foggia, questa settimana hanno fatto segnare un ribasso: un calo di 10 euro alla tonnellata nel Barese, dai 20 ai 23 euro nel Foggiano. “Un deprezzamento pesante, – spiegano – tenuto conto sia degli insostenibili aumenti dei costi di produzione che vanno dalla prima aratura alla trebbiatura, sia del decremento quantitativo delle rese per ettaro, a causa della persistente siccità, la più prolungata degli ultimi anni”.
“Gli imprenditori agricoli reclamano il giusto prezzo, – continuano CIA Levante e CIA Capitanata – altrimenti per le aziende che non riusciranno a coprire i costi di produzione sarà davvero difficile seminare nuovamente grano in autunno, col risultato di una maggiore dipendenza di materie prime agricole dall’estero”.
Negli ultimi anni, complessivamente la Puglia ha prodotto mediamente 9,5 milioni di quintali di grano duro, vale a dire il 35% della produzione nazionale, impiegando una superficie pari a 344.300 ettari. Da sola, la provincia di Foggia riesce in media a produrre 7milioni quintali su una superficie di 240mila ettari.
Il problema si riscontra in tutte le aree della Puglia, dal Foggiano alla Bat e all’area metropolitana di Bari, stessa cosa per il Tarantino.
“I costi di produzione – concludono – per chi coltiva e raccoglie grano sono già aumentati dal 30 al 40%. Coltivare e, soprattutto, raccogliere un ettaro di grano, prima della pandemia aveva un costo che oscillava fra i 700 e i 750 euro, mentre oggi occorrono ben più di mille euro. La trebbiatura risente dell’incremento di costo fatto registrare dal gasolio”.