A Potenza firmato un protocollo per la legalità nel settore agro-alimentare

Il progetto Diagrammi con Flai Cgil e Regione Basilicata

Azioni per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori nel campo agro-alimentare, promuovendo la cultura della legalità contro il fenomeno del caporalato, e sviluppando politiche e azioni comuni per ridurre l’incidenza del lavoro sommerso in agricoltura e rafforzare pratiche e reti del lavoro agricolo di qualità: sono alcuni degli obiettivi del protocollo d’intesa che è stato firmato stamani in Regione, a Potenza, da Flai Cgil, Regione Basilicata, enti e associazioni del settore agricolo regionale, che rientrano nell’ambito del progetto “Diagrammi di Legalità al Sud”.

Diagrammi, che è l’acronimo di “Diritti in agricoltura attraverso approcci multistakeholder e multidisciplinari per l’integrazione e il lavoro giusto”, è un progetto che è stato promosso dal sindacato dei lavoratori agricoli italiani, con l’adesione anche del Cestrim, del Consorzio Nova, dell’Associazione Terra, dell’Inps Basilicata, dell’Arlab, dell’Ispettorato territoriale del lavoro e di Coldiretti, Copagri e Cia di Basilicata.

Con la firma del protocollo – hanno spiegato i promotori – si mira ad attivare un tavolo inter-istituzionale tra istituzioni pubbliche e parti datoriali, per “analizzare le esigenze del mercato del lavoro agricolo lucano, individuare i profili professionali maggiormente richiesti e favorire percorsi formativi coerenti”.

“L’intento del progetto – ha spiegato il segretario regionale della Basilicata della Flai Cgil, Vincenzo Esposito – è prendere in carico lavoratori migranti e portarli da una condizione di sfruttamento, a una di legalità tramite la formazione, la collocazione lavorativa e abitativa. Oggi è una giornata importante perché – ha concluso Esposito – le imprese prendono l’impegno di formare e fare lavorare nelle loro aziende, sottraendoli al lavoro nero, circa trenta lavoratori”.

La firma del protocollo è anche uno strumento per promuovere processi di individuazione e definizione di meccanismi di premialità per le imprese che aderiscono alla Rete del lavoro agricolo di qualità: aziende del territorio che sono in grado di attivare processi trasparenti di incrocio tra domanda e offerta di lavoro (ricorso alle liste di prenotazione dei centri per l’impiego) e mettere in atto comportamenti orientati dalla trasparenza, legalità ed eticità nei rapporti di lavoro.