Università, Volt: la Regione faccia un patto con Matera

“Gli oltre 70 milioni di euro assegnati all’Unibas non escludano la Capitale europea della cultura”

Di seguito la nota integrale.

L’Unibas, la più piccola università italiana per numero di studenti, riceverà dalla Regione Basilicata più di 70 milioni di euro in tre anni (dal 2022 al 2024): soldi che servono a sostenere un bilancio universitario di circa 53 milioni di euro l’anno, e che trae dalle tasse di iscrizione solo il 14 per cento delle risorse necessarie al suo funzionamento.

Ciò a causa dell’esiguo numero di studenti: appena mille immatricolati nell’anno accademico 2020-2021 e soltanto 6.298 iscritti: regioni più piccole – come l’Abruzzo o il Molise, per non parlare dell’Umbria – vantano una presenza ben più alta di studenti, spesso provenienti anche dall’estero.

Lo stanziamento regionale a favore dell’Ateneo lucano rientra nella manovra di Bilancio approvata dalla Regione nei giorni scorsi, che ha messo a disposizione risorse per il triennio 2022-2024 per circa 68 milioni di euro e circa 2,6 milioni per le borse di studio. Altri finanziamenti pubblici per sostenere l’Unibas arrivano dal Miur e dal Ministero della Salute: per il solo corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, il Ministero dell’Università ha assegnato un contributo finanziario per il triennio 2021-2023 pari a due milioni di euro annui mentre il Ministero della Salute, per lo stesso triennio, tre milioni di euro annui.

Un’offerta formativa che va ad aggiungersi a quella già attiva a Potenza: il Dipartimento di Scienze umane (DiSU), la Biblioteca Centrale di Ateneo, gli uffici del Rettorato, il Centro Linguistico di Ateneo, il Dipartimento di Matematica, Informatica ed Economia (DiMIE), il Dipartimento di Scienze (DiS), la scuola di Ingegneria (SI-UniBas), la Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali (SAFE), il Caos (Centro d’Ateneo Orientamento Studenti), il Cisit (Centro Interfacoltà Servizi Informatici e Telematici), la Biblioteca di Ateneo.

Il Polo Materano ospita invece il solo Dicem (Dipartimento delle Culture e del Mediterraneo), la cui sede è stata finanziata grazie anche ai 3,8 milioni di euro erogati dal Comune di Matera, mentre lo studentato – dopo 25 anni di attesa – resta ancora un sogno.

In un’ottica di investimenti lungimiranti che coinvolgano tutti i territori della Basilicata, è necessario che la Regione investa sull’università riconoscendo il ruolo di Matera, puntando a rafforzare il capitale umano, anche per poter competere con i Paesi emergenti e contribuire alla crescita di una nuova classe dirigente, che guardi con attenzione all’impatto economico che una presenza come quella di un polo universitario è in grado di generare anche per il tessuto economico e imprenditoriale locale.

Il presidente Bardi e i suoi assessori si impegnino per dare sostegno istituzionale e investimenti che sappiano valorizzare la capacità attrattiva di Matera per la creazione di una vera città universitaria.

Per cogliere quelle opportunità che dal 1992 (quando è stato istituito il Polo Materano) non sono stata ancora colte, serve istituire nella Città dei Sassi Dipartimenti e Corsi di laurea necessari al contesto locale, scelte efficienti, dettate da una oculata analisi della domanda di formazione espressa dai giovani.

Una università che sia in rete con gli altri presidi culturali già esistenti e con quelli in via di realizzazione: il villaggio digitale di San Rocco, il Centro di geodesia spaziale, la scuola di restauro, il Conservatorio musicale, la Casa delle tecnologie emergenti.

E’ questa la nuova missione da affidare all’Unibas: insieme all’insegnamento e alla ricerca, il compito di contribuire allo sviluppo economico e di sostenere in vari modi la crescita economica, di tutta la regione, trasferendo conoscenze al mondo delle imprese e realizzando attività che arricchiscano il contesto culturale e sociale.