Ex Ilva, D’Alò (Fim): “Mancato accordo cigs occasione persa”

“Il mancato accordo è stata una grande occasione persa per rilanciare le relazioni industriali ed evitare che per l’ennesima volta l’azienda gestisca gli ammortizzatori sociali in maniera unilaterale”. Lo afferma il responsabile siderurgia della Fim Cisl nazionale dopo l’incontro al ministero del Lavoro sulla cassa integrazione straordinaria chiesta da Acciaierie d’Italia.

“Durante la trattativa – aggiunge – come sindacato abbiamo fatto il possibile per colmare le distanze che c’erano con l’azienda sia sui numeri dei lavoratori che sarebbero stati interessati dalla procedura, che sulle modalità di gestione
della stessa nonché del trattamento dei ratei per i lavoratori posti in cassa. Questo perché ormai i loro salari sono stati falcidiati per troppi anni dagli strumenti di ammortizzatori sociali utilizzati”.

La Fim Cisl pensava “ad un piano transitorio per un anno – osserva D’Alò – per poi capire cosa sarebbe successo dopo e sulla base della produzione modulare il numero delle persone interessate, l’azienda invece ha chiesto un piano su tre anni, all’interno dei quali rimettere in discussione anche i numeri sanciti nell’accordo sindacale del 2018 in cui la piena occupazione era sancita a 6 mln di tonnellate”.

In sostanza, conclude il segretario Fim, “oggi l’azienda ci ha detto voleva produrre 2 milioni di tonnellate in più (arrivando a 8 mln di tonnellate), con lo stesso personale e quindi non aumentare gli organici. Su questi punti le distanze con l’azienda sono state insormontabili”.