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La Basilicata ad Expo Dubai, Acito: acqua, piano paesaggistico, ricerca e cultura tra le sfide per la regione

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    L’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata – Vincenzo Acito

    L’acqua è un tema “fondamentale sia per la questione paesaggistica, quindi la capacità attrattiva, sia per quel che riguarda tutto il settore dell’agricoltura. Il tema è come l’acqua può essere razionalizzata perché questi due settori possono avere un beneficio immediato. Qui la Regione può intervenire” sul tema delle perdite e dell’uso dell’energia e “l’idea è che nella prossima programmazione 2021-2027, la Regione Basilicata candidi un grandissimo progetto che metta ordine al sistema idrico integrato”. Lo ha dichiarato Vincenzo Acito, assessore all’Ambiente e all’Energia della Regione Basilicata, a margine del Regional Day della Basilicata al Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai. “Il sistema idrico della Basilicata oggi sconta due grandissimi problemi: quello delle perdite e quello energetico. Il 50-60% dell’acqua immessa viene dispersa nelle condotte. Il secondo dato è che le perdite vanno a gravare sulla bolletta energetica per i sollevamenti, perché abbiamo tanti comuni che sono ubicati in montagna o in collina con pochi abitanti. Questi due grandi temi che incidono notevolmente sul bilancio regionale meritano un’attenzione particolare. Per la riduzione delle perdite è stata già fatta una proposta sul Pnrr e adesso è uscito un altro bando” con gli obiettivi di “controllare le condotte sotto il profilo della pressione” e “mappare le perdite” per “sostituire le condotte”, ha spiegato l’assessore. Il progetto generale della regione sul sistema idrico “comporta la necessità che la Regione abbia intorno a sé gli enti regionali competenti” per “trovare la maniera da una parte di produrre energia alternativa per alimentare le pompe per i sollevamenti, e dall’altra parte individuare le perdite attraverso sistemi del satellite che consentano di mappare i territori e individuare i punti delle perdite. Questo può essere il grande progetto strategico, in una regione ricca d’acqua ma anche di deficit economici”, ha sottolineato Acito.

    In merito al mondo delle imprese lucane, l’assessore ha sottolineato come molte di queste appartengano ai campi del turismo e dell’agricoltura, due settori “che non sono completamente compatibili con energie alternative. Perché il valore del paesaggio e dell’attrazione turistica non si coniuga con le pale eoliche e con distese di fotovoltaico, i due settori dell’energia prevalenti” nelle rinnovabili. In questo quadro, “c’è necessità di regolamentare il tutto e di eliminare la discrezionalità nella valutazione di tutto questo. Per fare questo stiamo lavorando sul piano paesaggistico, che individua le aree che sono vocate alla produzione di energie alternative e le aree che sono vocate alla valorizzazione ambientale e turistica”. Secondo l’assessore il piano paesaggistico “dovrebbe essere chiuso entro giugno”.

    “Rispetto al piano energetico regionale – ha detto Acito – che ha fissato dei paletti sui chilowattora prodotti per tutte le tipologie di energie alternative, le domande presentate sull’eolico e fotovoltaico quotano il doppio dell’energia prevista dal piano. Se noi dovessimo lasciare campo libero per tutte le proposte”, quello della Basilicata “sarebbe un territorio che tra fossile, eolico e fotovoltaico dovrebbe essere destinato a risolvere la bolletta energetica nazionale sacrificando il territorio. Quindi, l’equilibrio è fondamentale e il piano paesaggistico è lo strumento” per farlo, ha spiegato l’assessore. Questa “non è la soluzione, ma è una maniera per iniziare a regolamentare un settore che finora è stato in totale deregulation e che ha comportato una serie di problemi di carattere paesaggistico. Se le nostre imprese devono vivere anche di economia del turismo, hanno necessità di avere delle regole certe. L’unica regola certa il Piano paesaggistico”.

    Nella missione della Basilicata negli Emirati Arabi Uniti, l’Assessore Acito ha riferito di aver avuto, insieme alla delegazione, un incontro all’Ice. Altri incontri sono fissati nella giornata di oggi e domani con imprenditori. “Ieri sera c’è stata un’altra cosa interessante con i buyer del turismo attraverso l’Apt, e lì abbiamo raccontato la realtà della Basilicata e quella di Matera che è un brand internazionale e può svolgere un ruolo di traino nell’economia della regione nel settore del turismo, delle imprese culturali e creative. Noi ci presentiamo con una regione che quantunque piccola, può essere il punto di approdo rispetto alla ricerca, rispetto a ospitare le competenze”.

    Secondo l’Assessore all’Ambiente, il tema dell’attrattività della Basilicata “passa attraverso le famose tre T: tolleranza, tecnologia e talenti. Nello specifico, la Basilicata può garantire la tolleranza in termini di qualità della vita. Sulle tecnologie stiamo lavorando per diventare la prima regione d’Italia che elimina il digital divide, portando la fibra in tutti i comuni. Rimane il terzo aspetto dei talenti. Se noi diventiamo attrattivi per i talenti con il modello dell’Academy” per le imprese culturali, progetto nella regione che ha ricevuto un finanziamento di 3 milioni di euro, “abbiamo completato la condizione per cui la Basilicata possa diventare terra di atterraggio e di sperimentazione per ricerca e innovazione. Se ci diamo questo ruolo, ci siamo dati una proiezione per il futuro”. Nella missione della Basilicata all’Expo, “il dato fondamentale è che abbiamo le imprese locali presenti” e “non è una novità banale”, ha detto l’assessore. Il secondo dato, “che ancora forse più eclatante, è che la pubblica amministrazione non è assente, parlando di una regione del Sud che ha il terzultimo Pil in Italia – e se non ci fossero state automotive e petrolio saremmo stati l’ultima regione – e con la più alta percentuale di esodo di cervelli. Pensare che una pubblica amministrazione possa intervenire per poter dire la sua in questo contesto non è assolutamente secondario”, ha detto Acito. Questa mattina, la regione ha raccontato al Padiglione Italia i suoi cinque cluster in cultura, automotive, bioeconomia, energia e aerospazio. “Sono cinque raggruppamenti di imprese che insieme a università e centri di ricerca hanno deciso di investire in ricerca e innovazione. Mentre finora la ricerca era appannaggio dei centri di ricerca, che molto spesso non avevano la capacità di costruire ricadute in termini di ricerca industriale, oggi sono le imprese che si caricano – insieme ai centri di ricerca – degli investimenti per poter entrare in un mercato al di fuori di quello locale, e quindi una sorta di internazionalizzazione”, ha spiegato.

    Altro nodo fondamentale secondo l’assessore Acito quello delle imprese culturali e creative su cui è stato “già attivato un processo di costituzione delle competenze che siano in grado di migliorare della qualità dell’offerta turistica regionale” e “abbiamo acquisito i finanziamenti dal ministero del Sud per una ‘Academy’ per le imprese culturali e creative”. “Ci hanno già assegnato 3 milioni di euro per formare 50 ragazzi all’anno utilizzando lo stesso criterio della Apple Academy” di Napoli, “con la differenza però che noi vorremmo che i ragazzi formati si insedino sul territorio, perché hanno già il mercato a disposizione che è quello della promozione turistica”, ha detto l’assessore.

    “E’ chiaro – sottolinea – che questo comporta la necessità di risolvere i problemi al contorno” e “il sistema imprenditoriale dell’accoglienza si sta organizzando per creare le condizioni per cui dopo l’accademia, i partecipanti rimangano qui a fare impresa” e “ridurre l’emorragia di cervelli”.

    Con università, Cnr, Enea, l’Agenzia spaziale italiana, “la Basilicata presenta un numero di centri di ricerca” che “con 560 mila abitanti, facendo una proporzione, dovremmo essere una Silicon Valley. Ma non lo siamo”, perché “vent’anni fa, la ricerca in Basilicata correva in un binario lontano da quello delle imprese, non c’era punto di incontro, c’era una ricerca autoreferenziale. Ma in vent’anni qualcosa è cambiato” e lo testimoniano i cinque cluster di cultura, automotive, bioeconomia, energia e aerospazio della Basilicata “che sono il segnale di quanto siano maturate le Pmi” lucane e di come “la ragione sia riuscita a coinvolgere all’interno dei cluster la condivisione tra imprese, centri di ricerca e università, producendo progetti” volti all’internazionalizzazione e al miglioramento della competitività. “C’è ancora tanto da fare” ha evidenziato l’assessore, ma “è evidente che è cominciato un percorso virtuoso e che la strada è quella giusta”.

    Acito ha chiuso la sessione pomeridiana della giornata della Basilicata all’esposizione universale, che con il titolo “Basilicata Blue Transition” è stata dedicata alla tematica dell’acqua. Il pomeriggio ha visto il racconto della storia della Basilicata in relazione alla gestione delle acque e gli interventi di ospiti internazionali per raccontare progetti e buone pratiche in ambito idrico in Austria, Francia, Inghilterra, Portogallo, Tunisia, Arabia, Bahrein, Emirati. Durante il forum, è stato poi raccontato il progetto ‘Inchubatori’ di Sviluppo Basilicata, percorso di accelerazione dei processi di digitalizzazione, innovazione e internazionalizzazione per 30 imprese dei cinque cluster della regione.

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