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Bosch Bari, tavolo al Mise: la fabbrica non chiuderà

  • Sarà avviato un percorso industriale per individuare e mettere in campo tutti gli strumenti necessari a garantire la salvaguardia dei lavoratori dello stabilimento Bosch di Bari coinvolti nel processo di riorganizzazione annunciato dall’azienda e che prevedeva 700 esuberi nei prossimi 5 anni.

    È l’accordo trovato nel corso del primo incontro del tavolo convocato al ministero dello Sviluppo Economico a cui hanno partecipato anche i vertici di Bosch Italia, i rappresentanti della Regione Puglia, gli enti locali e i sindacati.

    Il governo, si legge in una nota, “è impegnato ad accompagnare il processo di trasformazione della filiera automotive verso l’elettrico, mettendo a disposizione di imprese e lavoratori sostegni dedicati alla riconversione industriale”. Il Mise, insieme al ministero del Lavoro, svolgerà nei prossimi mesi incontri tecnici per l’individuazione di possibili strumenti in grado di favorire investimenti sul sito di Bari a tutela dell’occupazione.

    “C’è stato un passo in avanti – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – l’azienda ha comunicato ai sindacati e alla task force regionale che lo stabilimento non chiude e che Bosch è impegnata a definire un piano di diversificazione produttiva per una prospettiva di lungo termine per la fabbrica barese”.

    Alle parole di Michele Emiliano si è aggiunta la nota dei sindacati Fim, Fiom, Uilm e Uglm che chiedono un accordo per un piano di transizione che garantisca l’occupazione e che l’azienda chiarisca quale possa essere la futura missione industriale.

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