Sciopero lavoratori Tim. Presidio lucano a Potenza

Preoccupa l’annunciato smembramento di TIM, azienda strategica per l’Italia in ottica digitalizzazione e per lo sviluppo economico di aree marginali come la Basilicata, dove impiega 170 addetti diretti ed un migliaio considerando l’indotto. A lanciare l’allarme le segreterie regionali di Scl Cgil, Fistel Cisl e Uilcom – nell’ambito dello sciopero nazionale di 8 ore – scesi in piazza Mario Pagano a Potenza, con un sit-in e documento inviato al prefetto Campanaro, che ha visto la partecipazione di personale customer care, servizi amministrativi e tecnici, ma anche figure impiegate in appalti esterni di manutenzione della rete.

Sulla costruzione della fibra ultralarga – è emerso – no ai micro bandi, sostenuti da soldi pubblici, sì alla rete unica nazionale con il governo a fare garante, per evitare che zone a scarsa appetibilità di mercato come la Basilicata vengano messe da parte. Il 2 marzo il Cda di TIM presenterà il nuovo piano industriale, dove si temono esuberi occupazionali. Chiesta la convocazione di un incontro urgente a Roma ma anche il sostegno di istituzioni e politica locale.