Legge biologico. Cia, in direzione New green deal lucano

Un modello produttivo responsabile ma anche risposta all’occupazione. A dirlo è la Cia-Agricoltori, soddisfatta dall’approvazione alla Camera della legge per il biologico. In Basilicata oltre 3mila le domande di sostegno tra il mantenimento e conversione alla pratica eco-sostenibile.

Primo settore protagonista della transizione ecologica europea e nello specifico della Basilicata per accrescerne le ricadute produttive e nel comparto eco-sostenibile. Esprime soddisfazione la Cia-Agricoltori per l’approvazione alla Camera della legge per il biologico. Protagonista – è scritto in una nota – la strategia dal produttore al consumatore, quella della biodiversità, il new green deal, che riassegnano una strategica centralità all’azienda agricola e al settore primario. Gli agricoltori lucani – è emerso – come confermano i recenti dati del bando della Sottomisura 11.1 “Pagamenti per la conversione all’agricoltura biologica” del PSR Basilicata, per l’annualità 2021, che ha visto la presentazione di 887 domande di sostegno, e come abbiamo ribadito nel Workshop sul tema “Agricoltura intensiva, aree irrigue e cambiamenti climatici”, hanno infatti scelto da tempo di investire, in linea con il Green Deal europeo, nell’agricoltura biologica quale modello produttivo responsabile, custode della biodiversità, conservativo e a difesa della fertilità dei suoli, oltre che rappresentare una risposta attiva in termini di resilienza al cambiamento climatico in atto. Questi numeri – precisa l’organizzazione – vanno ad aggiungersi a quelli registrati per la Sottomisura 11.2 “Pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica”, riferita alle aziende già operanti in regime biologico, che registra la presentazione di 2.282 domande per una superficie pari a 81.000 ettari, valori quasi raddoppiati rispetto a quelli registrati nel precedente periodo 2014-2020, per un contributo annuale pari a 22 milioni di euro. In quest’ottica, secondo la Cia, la legge nazionale di sistema sul biologico può diventare l’opportunità di un mercato sempre più consapevole, a difesa dell’ambiente, che offre occupazione anche a beneficio del territorio lucano, dove si punta sempre più sul progetto di distretto regionale per la sostenibilità e l’innovazione agro-alimentare, zootecnico e silvo-forestale.