Bari, annunciati 700 esuberi alla Bosch per effetto del passaggio all’elettrico

Nei prossimi cinque anni la transizione verso l’elettrico dello stabilimento Bosch di Bari determinerà esuberi per circa 700 unità. E’ quanto emerso nell’ambito di un incontro convocato dalla Regione Puglia. Circa l’80% delle produzioni di Bosch a Bari, dove nacque il sistema common rail, è posizionato infatti su motorizzazioni Diesel. Secondo il segretario nazionale Fim Cisl, Ferdinando Uliano e il segretario generale Fim Cisl Bari, Donato Pascazio, ci potrebbero essere “ulteriori eccedenze di circa 500 unità entro il 2035”. “La situazione è perfino più grave poiché è a rischio la sopravvivenza stessa della fabbrica” hanno aggiunto Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, e Riccardo Falcetta, segretario della Uilm di Bari, i quali chiedono a Bosch di “portare a Bari lavorazioni che oggi sono affidate all’esterno” e “assegnare una missione produttiva adeguata nell’ambito della green economy. “Chiediamo un piano di salvaguardia industriale e occupazionale per lo stabilimento di Bari, altrimenti si aprirà il conflitto”. Lo dichiarano in una nota Simone Marinelli, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil e Ciro D’Alessio, segretario generale Fiom-Cgil Bari. Occorrerà lavoro e impegno corale, è la posizione di Confindustria.