Ex Ilva, i sindacati chiedono certezze su cig e chiarezza su profilassi in caso di contagio

 Ex Ilva, i sindacati chiedono un incontro all’azienda per discutere sulla prassi da seguire in caso di contagio in azienda. Inoltre, chiedono certezze sul rifinanziamento della cassa integrazione per i lavoratori in amministrazione straordinaria.

Un incontro con i responsabili aziendali per parlare delle procedure di contenimento del contagio da covid. E’ quanto chiedono le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm ai responsabili aziendali dello stabilimento ex Ilva, alla presenza di un medico competente. La richiesta arriva all’indomani della denuncia di alcuni disservizi, non ascrivibili all’azienda secondo i sindacati, legati alla positività al virus di un dipendente in amministrazione straordinaria e impiegato nelle bonifiche all’interno del Cantiere Ex Cava Due Mari.

In seguito alla positività dell’uomo scoperta lo scorso 25 ottobre, 34 sono stati i colleghi posti in quarantena e che hanno dovuto sottoporsi a tampone molecolare. In quella data, l’azienda aveva disposto l’allontanamento del personale presente in cantiere, invitandolo a prendere contatto con il proprio medico curante per ricevere indicazioni dettagliate su come comportarsi.. Inoltre, l’azienda ha provveduto a segnalare all’Asl quanto accaduto, indicando anche i nomi dei 34 lavoratori posti in quarantena in maniera precauzionale, e a sanificare gli ambienti.
Nonostante questo, secondo Fim, Fiom e Uilm, gravi disservizi ci sarebbero stati nella gestione del tracciamento dei possibili contatti stretti e poi nella fase successiva da parte dell’Asl.

Sempre le stesse sigle sindacali hanno poi inoltre chiesto un incontro urgente ai ministri dell’Economia, del Lavoro, dello Sviluppo Economico per chiedere di rifinanziare l’integrazione sulla cassa integrazione per i lavoratori Ilva in amministrazione straordinaria, circa 1.600 a Taranto. La richiesta ha lo scopo di scongiurare possibili ritardi come accaduto in passato.

“Siamo in presenza di forti tensioni sul piano sociale – hanno concluso le sigle sindacali – questi lavoratori subiscono il peso del disagio economico protratto e l’incertezza dovuta all’attesa degli sviluppi della trattativa”.