15mila infortuni e 65 morti sul lavoro nei primi otto mesi dell’anno, Cgil Puglia: “Chiediamo assunzione responsabilità”

15mila infortuni e 65 morti sul lavoro. E’ lo sconcertante bilancio dei primi otto mesi dell’anno in Puglia. Il dato riguarda i numeri registrati fino a fine agosto. Per la Cgil regionale “quello della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro deve essere un tema centrale in questa fase in cui si discute di ripresa economica”. “Non faremo sconti a imprese e istituzioni – fa sapere il sindacato -, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.

Per fare il punto sul percorso di mobilitazione avviato da mesi e sulle prossime iniziative da mettere in campo sul tema sicurezza, la confederazione – insieme al Patronato Inca – ha organizzato un’assemblea regionale con il Rappresentante lavoratori per la sicurezza e il Rappresentante lavoratori per la sicurezza territoriale, che si è svolta a Bari ed è stata conclusa dall’intervento della segretaria nazionale Rossana Dettori.

Per la Cgil “a fronte della ciclicità degli eventi infortunistici è evidente che serve una battaglia culturale da portare avanti sul tema sicurezza, al quale non si può guardare come burocrazia o peggio costo. Allo stesso modo va sconfitta la rassegnazione, l’idea che il fenomeno non possa essere affrontato”.

Già dalla scorsa primavera Cgil Cisl Uil hanno promosso una campagna di mobilitazione proponendo a Governo e parti datoriali un vero e proprio Patto per la salute e la sicurezza sul lavoro.

Dal governo e’ arrivata qualche risposta ma per la Cgil bisogna ancora confrontarsi su alcune misure da intraprendere. “Abbiamo chiesto noi – rende noto Cgil Puglia – la sospensione delle aziende non in regola con le norme sulla sicurezza. Vigileremo e denunceremo – fa sapere il sindacato – chi ha responsabilità e competenze, perché questa strage quotidiana non può essere accettata”.