Bolletta elettrica: più salata per le Pmi italiane

Per i piccoli e medi imprenditori italiani la bolletta dell’energia elettrica è più salata rispetto a quella dei colleghi europei e in Basilicata lo è ancora di più. E’ quanto emerge dai dati forniti dal centro studi di Confartigianato secondo cui i titolari delle imprese lucane pagano all’anno 2.466 euro in più rispetto agli imprenditori dell’eurozona. La media italiana è più bassa ed è pari a 2.259 euro in più. La Basilicata si pone infatti al nono posto nella graduatoria delle Regioni relativamente al cosiddetto gap-impresa. “L’Italia – sottolinea Rosa Gentile dirigente nazionale e regionale di Confartigianato – ha il primato negativo in Europa per la bolletta elettrica più costosa a carico delle aziende”. Il divario è determinato dagli oneri fiscali e ricade soprattutto sulle piccole imprese. Le bollette elettriche sono infatti gravate da una tassazione maggiore in certi casi del 115% rispetto a quella delle grandi aziende. “A gonfiare il prezzo finale dell’energia- sostiene ancora Confartigianato- per le nostre piccole imprese sono soprattutto gli oneri fiscali e parafiscali che, per la fascia di consumi fino a 20MWh, sono maggiori del 36,2% rispetto a quelli applicati nella media dei Paesi dell’Eurozona”. Per le piccole e medie imprese italiane dunque doppia beffa: sono più tassate rispetto a quelle europee di uguale dimensione e in proporzione anche rispetto alle grandi aziende presenti in Italia sulle quali il costo dell’energia ricade in una percentuale pari a circa 14.7.