Museo dell’emigrazione lucana, Simonetti: la Regione s’impegni per la riapertura

“A 24 anni dalla scomparsa di Nino Calice occorre ricordare la sua attività di ricerca per gli emigrati, a partire dai lucani”. Così Pietro Simonetti del Tavolo nazionale anticaporalato, che prosegue: “Fu uno dei primi a comprendere l’importanza di recuperare memoria e storie degli oltre 1,2 milioni di Lucani che vivono all’estero da dopo l’unita di nazionale. Con la sua passione di storiografico, e non solo, recupero’ vicende e percorsi del popolo che voleva rinascere nei vari continenti per abbandonare la vita misera soprattutto dopo le due guerre.

Ho lottato insieme a tanti altri per dare un segno, una attenzione concreta del suo lavoro, anche di maestro di tante risorse umane impegnate nello studio e nella ricerca come quella degli”Annali, con la realizzazione nel Castello di Lagopesole, con la consulenza gratuita di Gianatonio Stella, del Museo dell’emigrazione lucana. E’intitolato a Calice – spiega Simonetti –  Ora e’chiuso ufficialmente per lavori di manutenzione del castello come sono chiusi i locali della mostra su Federico ll. Sarebbe prezioso riaprire entrambi i siti. Inserendoli nel sistema regionale del Ministero dei Beni culturali. La Regione non ha postato risorse nel suo bilancio.  Ecco – conclude –  un modo concreto anche onorare Nino”.