Ex Cementir Taranto: prorogata cassa integrazione straordinaria per cessata attività per i 51 lavoratori

Appare segnato il destino dei 51 lavoratori dell’ex Cementir di Taranto dopo che lo scorso luglio l’Italcementi ha comunicato ai sindacati di categoria l’attivazione della procedura di licenziamento collettivo in seguito all’annuncio di aver messo sul mercato lo storico cementificio.

Nell’incontro organizzato nelle scorse ore dal ministero del Lavoro insieme ai sindacati, e a Confindustria Taranto, insieme ad ARPAL Puglia, è stato raggiunto l’obiettivo minimo di altri 12 mesi di cassa integrazione straordinaria per cessata attività, in scadenza a settembre 2022. Se in questo anno non ci saranno novità, i 51 lavoratori perderanno il lavoro.

Novità che si svilupperebbero su due fronti. Il primo è che la Regione Puglia, impegnata nelle politiche attive, riesca a ricollocare tutti i dipendenti anche in seguito a corsi di formazione. Il secondo coinvolge direttamente l’azienda, impegnata anche nel garantire che tutti i lavoratori vengano riassunti qualora il sito dovesse essere acquistato da un altro gruppo.

Durante l’incontro, si è discusso anche del piano sociale su cui si era trovato un pre-accordo durante una precedente riunione di agosto. Un piano sociale che dovrà prima essere ratificato in Regione e che prevede, tra le altre cose, un incentivo all’esodo e anche la possibilità di essere trasferiti in altri siti del gruppo Italcementi.

La vertenza, partita nel 2014 con Cementir, è continuata nonostante il subentro nel 2018 di Italcementi, parte di una cordata tedesca.