Puglia agricola, shock dei costi di produzione. Cia Puglia: “Insostenibili”

Mangimi, gasolio, bolletta energetica, trasporti, acqua: aumenti dal 25% al 50% in 12 mesi

I prezzi delle materie prime per gli agricoltori pugliesi sono aumentati dal 25% al 50%. “Si tratta di un incremento di costi che, purtroppo, erode alla base gran parte della redditività sia per le aziende zootecniche, che in questo momento sono le più penalizzate, sia per le imprese agricole più in generale”, ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.

In particolare quello che preoccupa è l’aumento del prezzo del latte. Un aumento che, tuttavia, non riguarda la quota riconosciuta ai produttori. Le declinazioni territoriali di CIA Puglia, da Bari alla Bat, da Foggia a Brindisi, Taranto e a tutto il Salento mettono in rilievo la necessità di una rinegoziazione dei prezzi accordati ai produttori.

Dopo lo stop dovuto alla pandemia, si è verificata una vera e propria impennata dei costi energetici, della plastica, un aumento considerevole dei prezzi per i trasporti, una difficoltà crescente per reperire manodopera.

Nelle ultime settimane prima della chiusura estiva, le Borse merci di Bari e Foggia hanno registrato un aumento dei prezzi riconosciuti ai produttori per il grano, compreso quello biologico. Per il pomodoro, i prezzi fissati a inizio stagione sono stati rispettati.

Gli aumenti rilevati sul prezzo del grano, inoltre, non compensano la minore resa produttiva e non giustificano di certo l’incremento dei prezzi relativi ai prodotti da forno.

Da settembre 2020 ad oggi, il prezzo del gasolio è aumentato del 25%. Nello stesso periodo, i produttori hanno dovuto impiegare quantità crescenti di gasolio per fare fronte a una lunga serie di emergenze dovute a calamità ed eventi atmosferici avversi. Sono aumentati anche i prezzi delle attrezzature e quelli dell’energia elettrica (+25% negli ultimi 12 mesi).