Dipendenti regionali in stato di agitazione. Cgil, Cisl e Uil Basilicata: “Grave l’annullamento della delegazione trattante”

Di seguito la nota integrale.

Siamo esterrefatti di quanto sta accadendo e della confusione che regna nell’amministrazione e nella politica regionale. La delegazione trattante convocata per martedì 20 luglio è stata improvvidamente annullata e di questo ci sfuggono i reali motivi.

Purtroppo, vengono al pettine tutti i nodi frutto di improvvisazione e superficialità delle scelte politiche e della direzione gestionale sull’organizzazione e sul funzionamento dell’amministrazione regionale. I ripetuti, accorati e sensati appelli che abbiamo fatto ai vertici della politica regionale sono caduti nel vuoto. Nessuna attenzione è stata posta verso il personale finalizzata a migliorare il lavoro degli uffici e i servizi ai cittadini.

Si ha la certezza che non si voglia far funzionare bene l’amministrazione regionale, con conseguenze nefaste soprattutto sui ceti più deboli della nostra comunità. A questa iattura ci opponiamo con tutte le nostre forze. Le nostre proposte e rivendicazioni coniugano sempre la difesa dei diritti dei lavoratori al miglioramento dei servizi erogati ai cittadini.

Quanto sta accadendo ci preoccupa molto, considerata anche la delicata fase economica e sociale che viviamo e la gestione che si dovrà fare del Pnrr.

È inaccettabile che la politica voglia scaricare interamente sull’apparato burocratico le sue responsabilità di mancata nomina dei dirigenti generali e dei dirigenti degli uffici in modo da poter assegnare le posizioni organizzative.

Perché il governo regionale non ha ascoltato le valutazioni critiche e ben argomentate dai sindacati sulla riorganizzazione dell’amministrazione regionale? Il personale, tra cui vi sono fior di competenze, perché non viene messo in condizioni di operare pienamente e di dare il contributo adeguato?

C’è un atteggiamento autarchico di chiusura che sta portando a sbattere contro un muro e, purtroppo, anziché ravvedersi si accelera ulteriormente alla cieca. In questo contesto organizzativo tutto diventa difficile, gli stessi funzionari sono sempre di più abbandonati a loro stessi.

Il sindacato contrasterà ogni tentativo di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri, l’unità è un valore per affermare i nostri diritti. Nei giorni scorsi, ancora una volta, abbiamo manifestato pubblicamente la nostra insoddisfazione per l’operato dell’amministrazione regionale che non dà risposte alle diverse questioni sul tappeto, ormai arcinote (produttività 2019, progressioni 2020, assegnazione posizioni organizzative).

La nostra agitazione continua a tutela dei lavoratori e degli spazi democratici del confronto. Si riconvochi subito la delegazione trattante, laddove ci potrà essere anche un confronto serrato, per quanto necessario, che non può essere più rimandato.

Non è nella nostra storia e nei nostri comportamenti scagliarci contro il personale che lavora negli uffici, dando pagelle e dividendo i lavoratori. Le responsabilità sono soprattutto politiche e la politica esca dall’autoreferenzialità e arroganza e volga lo sguardo a quanto accade sui territori e ai bisogni dei cittadini lucani, per comprendere che serve un radicale cambiamento di rotta e un’attenzione fin qui mancata verso il personale regionale interrompendo il modus operandi di una mediocrazia che ormai spadroneggia.