Ex Ilva, Fim Cisl Taranto: “Basta alle condizioni di sopravvivenza”

Un Piano industriale credibile e chiarezza sui livelli occupazionali. È quanto chiedono alle istituzioni Biagio Prisciano e Vincenzo La Neve, rispettivamente segretario generale aggiunto e coordinatore di fabbrica di Acciaierie d’Italia della Fim Cisl Taranto-Brindisi. L’appello arriva in seguito agli ultimi sviluppi sulla vertenza. “Lo stabilimento siderurgico di Taranto – affermano i sindacalisti – non può continuare ad andare avanti in una condizione di sopravvivenza”. “Ogni giorno – spiega La Neve – all’interno della fabbrica assistiamo ad una condizione di precarietà. Non serve presentare un Piano industriale se poi a livello operativo non cambia nulla. Le nostre segnalazioni, quasi con cadenza giornaliera, sul malfunzionamento degli impianti, certamente non ci inorgogliscono”, aggiunge. “Al contrario, vorremmo essere testimoni del rilancio di una fabbrica, ma ad oggi ciò non è possibile”. Nel corso dell’incontro tenuto al Mise, il 14 maggio, il governo, continua Prisciano, “ha ribadito la volontà di investire e rilanciare sul sito di Taranto e con esso sui siti del Gruppo. Ma ciò non basta. Nel transitorio serve altro in termini di produttività e occupazione, specie in una fase come questa in cui si registra una forte richiesta di acciaio”.

“L’obiettivo – conclude l’esponente della Fim – è di arrivare a un accordo sindacale che preveda investimenti, il reintegro dei lavoratori attualmente in Cassa integrazione, con garanzie di reintegro anche della forza lavoro attualmente ancora in capo alla Amministrazione straordinaria”.