Rotary e Confindustria Basilicata sul post Covid: ripartire da formazione, riforme e Pnrr

L’organizzazione di una campagna vaccinale mondiale per sradicare il Covid; colmare il divario tra Paesi ricchi e poveri; riflettere sul livello di indebitamento già elevato delle economie emergenti. Sono le tre preoccupazioni che hanno portato al webinar del Rotary club di Potenza sulle prospettive per il post Covid19.

“La pandemia è stato sì un acceleratore di diseguaglianze e un evidenziatore di fragilità – interviene il presidente Confindustria Basilicata, Francesco Somma – ma è anche occasione preziosa e unica per ripartire e rimettere al centro l’impresa”, sotto lo sguardo di una “Europa materna e non più matrigna, che ci indica le coordinate: inclusione; coesione territoriale; perequazione dei divari e sostenibilità ambientale, economica e sociale”. Quanto alla Basilicata “penso a Stellantis – prosegue Somma – e al tema dei nuovi vettori energetici che dovrebbero accompagnare la transizione ecologica; penso all’idrogeno, processo lungo e che ha costi altissimi. Speranze giungono dal manifatturiero. Le riforme – conclude – saranno la cartina di tornasole della volontà politiche. Dobbiamo cogliere questa occasione, o relegheremo il Mezzogiorno e la nostra Basilicata a vagone di 3° classe della crescita. Ma il Sud sia il secondo motore di ripresa del Paese”.

Al centro dell’intervento di Somma, e subito dopo, di Vincenzo Boccia, ex presidente nazionale degli industriali, c’è la formazione: “Riattivatore dell’ascensore sociale”, afferma aprendo l’intervento citando l’art.1 della Costituzione sul lavoro: “Rotta dimenticata, ma da riprendere”. Mette a confronto poi Europa con America e Cina. Gli USA puntano su infrastrutture e spesa pubblica, la seconda sulla della seta che sia “bilaterale”, osserva Boccia. “La pandemia ci dà un messaggio rivoluzionario – aggiunge – non è piu vero che non si può fare più debito, ma lo puoi fare e anche in solido, cioè a carico dell’Europa, purché nei fini del Recovery. Abbiamo 200 miliardi in arrivo. Questo sia il tema, non l’orario del coprifuoco – attacca i populismi – il Sud deve diventare un hub attrattivo pari al Nord, con la potenzialità enorme di essere al centro tra Europa settentrionale e Mediterraneo.

Le conclusioni all’economista e accademico, Stefano Zamagni che pure punta sulla formazione, sulla “convergenza scuola – lavoro”. “La via d’uscita dalla pandemia – chiude – è la resilienza trasformazionale, cui esempio tipico è proprio il Pnrr”. Con alla base, fondamentali, le riforme, soprattutto della “burocrazia, vero cancro che uccide lo sviluppo del nostro Paese”.