Anci e Upi sollecitano intervento normativo per evitare il dissesto di centinaia di enti locali

Ci sono 950 comuni a rischio default a causa della sentenza della Consulta sul ripiano del debito, a questi potrebbero aggiungersene altri 450. “Il governo faccia presto” chiede il presidente dell’Anci, Antonio Decaro nel testo di una lettera inviata insieme all’UPI al ministro Lamorgese

Con una lettera inviata al ministro dell’Interno Lamorgese e alla vice ministro Castelli, Anci e Upi hanno sollecitato un costante confronto presso la Conferenza Stato-Città per affrontare le problematiche degli enti locali in difficoltà finanziarie strutturali e per affrontare tempestivamente gli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 80/2021, che – in assenza di una norma attuativa – rischia di ampliare il fenomeno dei dissesti e dei “predissesti”.

Gli interventi che Anci e Upi ritengono possibili ed urgenti sono riassunti in un appunto sintetico: “La riforma della contabilità pubblica” si legge nel documento “i tagli sproporzionati alle risorse degli enti locali e le continue modifiche dei regimi fiscali ed ordinamentali, la parziale e penalizzante attuazione della legge sul federalismo fiscale hanno prodotto un aggravamento dei rischi finanziari e delle condizioni di fragilità che caratterizzano un’ampia minoranza di enti locali, parte dei quali già in crisi finanziaria conclamata”.

La sentenza della Consulta, a detta delle associazioni “ha ulteriormente evidenziato le fragilità in questione, indicando un obbligo di ripiano in un arco temporale ravvicinato delle passività determinate dalle anticipazioni di liquidità a suo tempo acquisite dagli enti locali, in ossequio ad una misura fortemente voluta dal Governo, con conseguenze severe sulla capacità di tenuta finanziaria di centinaia di amministrazioni”.

Nella nota, siglata dai presidenti Decaro e De Pascale sono riassunte le principali aree di “un intervento incisivo e tendenzialmente risolutivo delle problematiche connesse alle debolezze finanziarie strutturali degli enti locali”, siano essi a rischio o in formale stato di crisi.

L’allegato alla lettera contiene anche le “problematiche specifiche poste dalla sentenza 80 e le linee per determinarne un’attuazione, al tempo stesso, rigorosa e capace di preservare gli equilibri finanziari locali”.

[ La nota di Anci e Upi ]