ArcelorMittal, Confindustria Taranto: “Con cambio delle insegne troppe incognite”

“Nel momento in cui lo stabilimento di Taranto e quindi buona parte della siderurgia italiana cambiano le insegne, diventando Acciaierie d’Italia, le incognite sul futuro dell’acciaio rimangono ancora in gran parte irrisolte”. Lo sottolinea in una nota Confindustria Taranto auspicando che “al cambio di nome corrisponda anche un reale cambiamento nei rapporti fra la fabbrica, la città e le imprese. Un confronto più diretto, chiaro e soprattutto portato avanti nel comune interesse di salvaguardare la sicurezza come la produzione, l’occupazione come l’ambiente”.

Quanto al “dibattito, avviato anche a livello nazionale, (un riferimento in tal senso arrivato pochi giorni fa dal Ministro Cingolani), concernente il passaggio a forme di produzione decisamente meno impattanti rispetto al carbone e di transizione verso l’utilizzo dell’idrogeno”, cosa “ci vuole – si chiede l’associazione – affinché tali trasformazioni possano passare da semplici enunciazioni a progetti veri e propri?”.

Secondo Confindustria Taranto, sarà importante, “in questo nuovo approccio l’atteggiamento di Acciaierie d’Italia nei confronti delle aziende fornitrici, di quell’indotto che da oramai molti lustri regge le sorti dell’industria siderurgica in quanto strategico per il prosieguo della produzione e per garantirne gli standard di sicurezza”. Aziende, conclude l’associazione, “che hanno subito ingenti perdite, dovuti a ritardi nei pagamenti e stop and go estenuanti che ne hanno compromesso, in molti casi, la solidità economico finanziaria. Quelle stesse che oggi vogliono essere parte attiva e dialogante all’interno di una fabbrica che mira ad essere all’avanguardia e competitiva sui mercati”