Covid, Emiliano e Delli Noci scrivono a Speranza: “Valuti riaperture dal 26 aprile”

Le chiusure “stanno generando focolai di tensione sociale, alimentati dalle difficoltà economiche ormai insostenibili per gli operatori commerciali”

Un appello dal governo regionale a quello nazionale per consentire alcune riaperture. Sì, perché se in Puglia la situazione sanitaria è tesa, presto potrebbe diventarlo anche quella sociale. Commercianti, ristoratori e titolari di altre attività, chiuse ormai da settimane, sono allo stremo. E sarà così almeno fino al 30 aprile, fino a quando cioè la Regione dovrà restare in zona rossa. Il presidente della Regione, Michele Emiliano, vuole porre rimedio. E ha così deciso di scrivere direttamente al ministro Speranza una lettera firmata anche dall’assessore allo Sviluppo Economico, Alessandro Delli Noci, per chiedere di poter riaprire almeno in parte alcune attività già dal 26. Le chiusure, scrivono presidente e assessore, “stanno generando focolai di tensione sociale, alimentati dalle difficoltà economiche ormai insostenibili per gli operatori commerciali”.

“Si temono – si legge nella nota indirizzata a Speranza – ripercussioni, ancor più significative, laddove i numeri di questa settimana dovessero confermare, per la Regione Puglia, le restrizioni in corso. Per queste ragionivorremmo porre alla sua attenzione, con l’urgenza del caso, il tema delle riaperture di talune attività economiche”. Emiliano e Delli Noci evidenziano che “gli operatori del settore commercio (ambulanti in particolare, ma anche gestori degli esercizi commerciali in sede fissa) hanno avviato forme di protesta in tutta la Regione e lamentano sostanziali disparità di trattamento rispetto ad altre attività commerciali consentite, come quelle che vendono generi alimentari o beni di prima necessità. A queste si aggiungono le attività relative ai servizi alla persona”. Parrucchieri ed estetisti con le attività chiuse. Eppure, spiegano Emiliano e Delli Noci, esistono protocolli sanitari di prevenzione dei contagi che consentirebbero di riaprire in sicurezza. “Con la presente siamo qui a chiederle – concludono – di valutare la possibilità che possano riaprire dal 26 aprile”, nel rispetto di quei protocolli.