Ilva, Regione pensa a misure straordinarie per gli operai in Cigs: sindacati perplessi

Fim, Fiom e Uilm: “L’obiettivo cardine resta la ricollocazione di questi lavoratori”

Un percorso che suscita la perplessità dei sindacati. È quello annunciato dalla task force regionale per l’occupazione, per trovare forme di integrazione salariale per circa 1700 lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria, che sono in cassa integrazione. Le misure individuate dalla Regione riguardano corsi di riqualificazione dopo aver rimodulato le risorse e un piano per l’avvio di lavori di pubblica utilità. Ma Fim, Fiom e Uilm manifestano dubbi. “Purtroppo oggi – osservano dopo la riunione in modalità online con la task force – registriamo, ancora una volta, che i tempi di reazione della politica regionale (in misura di politiche attive) sono ancora intrappolate in lungaggini burocratiche, amministrative e politiche”. Quanto ai corsi di riqualificazione, osservano, “preoccupa la mancata individuazione soprattutto per il sistema di politiche attive poiché abbiamo appreso, a distanza di due anni, che siamo ancora in un contesto di un catalogo formativo in fase di rimodulazione dal punto di vista di risorse e di individuazione dei percorsi. E’ dal 2019 – continuano i sindacati – che inseguiamo politiche attive regionali per questi lavoratori”. Sui lavori di pubblica utilità, le sigle metalmeccaniche sostengono di aver “ribadito con vigore che le questioni vanno scisse secondo la rispettiva responsabilità, tra quanto in capo al Mise e quanto in capo alla Task Force. “A nostro giudizio, – spiegano – architettare anzitempo percorsi che vanno oltre le competenze della Task Force stessa con proposte di lavori di pubblica utilità da sottoporre al Mise, sarebbe azzardato, in quanto sancirebbe l’essere sordi e ciechi dinanzi alle oltre 60 vertenze in ambito territoriale, che continuano purtroppo a produrre molte parole e pochi fatti”. Per i sindacati, “l’obiettivo cardine è e resta la ricollocazione di questi lavoratori per quanto previsto dall’unico accordo in sede sindacale”.