Ex-Ilva: Giorgetti incontra aziende indotto, Stato vigilerà

Ci sarà controllo su scelte e comportamenti di tutti

L’ingresso dello Stato nell’ex Ilva come socio minoritario rispetto ad ArcelorMittal, oltre a essere un atto doveroso di controllo perché lo Stato investirà dei soldi pubblici nell’azienda, servirà anche a verificare ed eventualmente correggere, alcune politiche distorsive che sono state segnalate.

E’ quanto ha affermato il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Tra le proposte giunte al ministro da parte dei sindacati e associazioni di categoria, quella di cedere i crediti non riscossi a una società indicata dalloStato, in modo tale da far ottenere alle aziende interessate la liquidità necessaria per il pagamento esclusivo di dipendenti, fornitori, imposte e contributi.
Un tentativo per provare a smuovere l’impasse sulla questione indotto che puntualmente e ciclicamente si ripete: ArcelorMittal tarda a pagare le fatture delle imprese che hanno svolto lavori in appalto e le stesse ditte sono in difficoltà poi con i propri dipendenti.

Per il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, l’incontro con le aziende dell’indotto ex Ilva è stato positivo. Il ministro ha confermato che a breve il Mef dovrebbe sbloccare i 400 milioni da parte di Invitalia e di conseguenza entreranno in azienda, già in amministrazione straordinaria, 3 consiglieri in Cda in rappresentanza dello Stato.

In ogni caso, avverte il ministro,“l’ingresso pubblico non sarà pretesto per nessun comportamento improntato al lassismo come in passato ma avrà il compito di vigilare sulla correttezza di scelte e comportamenti”.
Giorgetti, inoltre, ha chiesto delucidazioni sui crediti, circa 100 milioni di euro, dell’azienda. In particolare se si tratta di somme esigibili e nel caso, in quale misura.

Il ministro, evidenziando l’importanza dell’acciaio italiano, ha comunicato che i fondi in arrivo da Invitalia, potrebbero servire per un possibile anche se parziale ristoro della platea dei fornitori.