Pdf pirata su Telegram: chiusi 329 canali e 10 siti Procura Bari indaga 9 persone, “danni per 250 milioni all’anno”

 

Migliaia di copie pirata di quotidiani, riviste, ebook e fumetti diffuse online attraverso siti web e canali Telegram, per un danno stimato al solo settore dell’editoria pari a 670 mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all’anno. L’indagine della Procura di Bari avviata circa un anno dopo una segnalazione della Fieg e che fino ad oggi ha consentito la chiusura di 329 canali Telegram, giunta ad una svolta con il sequestro preventivo d’urgenza di dieci siti internet e la denuncia di nove persone accusate di violazione della legge sul diritto d’autore. Tramite i dieci siti internet, ora tutti oscurati, la Gdf ha accertato che venivano diffusi illecitamente pdf pirata che chiunque poteva scaricare gratuitamente attraverso link di collegamento a risorse web gestite su server esteri. Nell’agosto scorso alcuni degli indagati sono stati destinatari di perquisizioni domiciliari in Puglia, Campania, Marche e Lazio. “Ci chiuderanno tutto” per cui “l’unica cosa che posso fare svelarvi dove scarico i giornali e ognuno per la propria strada prima che finiamo tutti in merda” uno dei messaggi intercettati dagli investigatori durante gli accertamenti, dopo l’oscuramento dei primi canali Telegram. Dalla analisi dei dispositivi informatici sequestrati emerso che i responsabili della gestione dei siti, non identificati, non percepiscono dagli utenti alcun corrispettivo per l’accesso ai relativi contenuti, traendo, invece, profitto dalla pubblicit inserita nelle relative pagine sotto forma di banner e pop-up. “Il mercato della pirateria editoriale – evidenziano gli inquirenti – rappresenta un business illecito molto fiorente, in grado di coinvolgere una vastissima platea di utenti che lo alimentano, spesso inconsapevoli delle conseguenze, anche di natura penale, cui si espongono e degli ingenti danni economici che tale pratica arreca sia ai titolari dei diritti di autore, sia all’economia nazionale”. Il procuratore facente funzione Roberto Rossi ipotizza, a carico degli amministratori dei siti al momento ignoti, i reati di violazione della normativa sul diritto di autore, riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico e furto. “Non vi dubbio – si legge nel decreto di sequestro – che un fenomeno delle dimensioni di centinaia di milioni di euro di danno, presenta una gravit particolare perch incide sulla tutela costituzionale della libert di pensiero, base di ogni democrazia”