Pensionati CIA: “Pensioni a 515 euro indegne di un Paese europeo”

 

Non si può vivere con una pensione di soli 515 euro al mese. È quanto denunciato dal presidente Cia Due Mari, Michele D’Ambrosio, intervenuto su uno dei temi più cari agli agricoltori, in un momento importante, dedicato alla pianificazione del Recovery Plan. Tutto il mondo politico riconosce da tempo che le pensioni percepite dagli agricoltori sono al di sotto del limite di povertà. Una consapevolezza, però, che fino a questo momento non ha portato a nessuna risposta concreta. I dati parlano chiaro: la media dell’assegno pensionistico percepito mensilmente da un agricoltore è pari a 687 euro, mentre si attesta a 1003 euro per gli artigiani, 1021 per i commercianti e 1998 euro per i dipendenti pubblici. Al contrario degli altri pensionati, per il pensionato agricolo sono i figli a dover integrare il reddito da fame dei loro padri. Poi un passaggio sui vaccini per gli over 80 da parte dell’associazione di categoria. La Cia Due Mari spera che le difficoltà incontrate in questi giorni dagli anziani pugliesi, nel sistema di prenotazione per vaccinarsi, siano presto superate e che si provveda in tempi ragionevoli a vaccinare tutti gli ultra 65enni della Puglia. Gli anziani, anche in questo caso, sono stati quelli che hanno pagato il prezzo più alto in termini di vite umane a un’emergenza epocale capace di mettere ancora più in evidenza la loro fragilità e la mancanza di tutele nei riguardi della terza età. Infine un appello al nuovo governo, in fase di avvio, al quale si chiede che venga presa in seria considerazione le pensioni al minimo del settore agricoltura e intervenga dando seguito alle tante parole spese in questi anni da tutti i precedenti governi.