Stellantis: cassa integrazione per tutti i dipendenti di Melfi, domani videoconferenza con i sindacati

A 18 giorni dalla data in cui è stata ufficialmente fondata (il 16 gennaio 2021) Stellantis, quarto gruppo mondiale dell’auto, ricorre alla cassa integrazione. Almeno per quanto riguarda lo stabilimento di Melfi. Parliamo di oltre 7mila dipendementi in cassa ordinaria, dall’8 al 14 febbraio. Le cause sempre quelle: la crisi di mercato provocata dall’emergenza sanitaria del coronavirus e la riduzione di forniture. L’azienda stessa ha comunicato la decisione ai sindacati metalmeccanici. “Purtroppo ricorrere all’ammportizzatore sociale – dicono – vuol dire continuare a rallentare in maniera grave la salita produttiva”. La produzione nella fabbrica lucana di Jeep Compass e Renegade è legata alla “necessità di fronteggiare gli effetti della complessiva situazione di mercato” causata dall’epidemia e dalle sue “ricedute sul sistema globale delle forniture di componenti di produzione essenziali”.  Nella settimana prestabilita per la messa in cassa integrazione potrebbe entrare in fabbrica solo il personale addetto alla manutenzione delle linee produttive. Ad ore i rappresentanti dell’azienda incontreranno i sindacati, in videoconferenza, per esaminare insieme la situazione. Che il confronto con i sindacati sarebbe stato garantito dall’azienda, è stato dichiarato pochi giorni dopo la nascita di Stellantis, durante la videoconferenza con i delegati nazionali e, con i locali, nello stabilimento di Melfi durante la visita dell’amministratore delegato Tavares e del presidente Ellkan.