Per la Filt Cgil, “il sistema lucano dei trasporti è nel caos”

Il segretario Ditella: “Linee aggiuntive partono dal 1 febbraio senza le dovute autorizzazioni, lavoratori ancora senza stipendio, 8 febbraio sciopero di 4 ore”

Duro affondo dal segretario generale della Filt Cgil Basilicata che a nome del sindacato esprime seria preoccupazione “per la piega che sta prendendo il trasporto pubblico locale anche in vista della riapertura della scuola prevista il 1 febbraio”.

Sotto accusa “l’imbarazzante sicurezza ostentata” dall’assessore regionale al ramo Donatella Merra “alla luce delle dichiarazioni relative al sistema trasporti/linee aggiuntive di un programma approssimativo e privo delle dovute autorizzazioni”.

Ancora più grave – per il sindacato di categoria – è la questione stipendi dei lavoratori Cotrab che non percepiscono la retribuzione da un periodo che varia da due a sei mesi, con corrispettivi pagati anche in anticipo dalla Regione ma fermi in maniera arbitraria e ingiustificata per troppo tempo alla Provincia. Non si può autorizzare il pagamento di linee aggiuntive con risorse extra contratto di servizio e non pagare i lavoratori del TPL che dei contratti di servizio sono i titolari.

La Filt Cgil annuncia dure azioni di protesta e di denuncia agli organi competenti oltre a uno sciopero di 4 ore in programma l’8 febbraio.

“Da capire” è sottolineato in una nota “anche il sistema di assunzioni che le aziende stanno utilizzando, che spesso vede alla base uno sfruttamento dei lavoratori per il periodo a tempo determinato o per le ore di utilizzo come interinali, per poi mandarli a casa a scadenza e chiamare altri. Pur trattandosi di aziende private, ricordiamo che sono pagate con soldi pubblici”.

In tutto ciò il sindacato sottolinea di non essere stato minimamente coinvolto – nemmeno dal prefetto – nelle dinamiche e nelle scelte fatte per quanto riguarda le linee aggiuntive in vista della riapertura delle scuole superiori e la riorganizzazione del servizio,” creando un muro con l’assessore Merra che porterà a un caos e a una stagione di sciopero e di proteste per un settore ormai al collasso, con lavoratori esasperati e usati come strumento di lotta politica e rivendicazioni aziendali non più tollerabili”.