Piano nazionale di ripresa, Cestari (ItalAfrica): “Mancano visione e strategia per il Sud”

Registro che il rischio contro il quale da tempo ho messo in guardia – “nella definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza mancano una visione e una strategia per il Sud” – trova autorevole conferma nel documento che la Svimez ha presentato nel corso di un’audizione in Parlamento che, pur riconoscendo i miglioramenti introdotti nella nuova proposta di Piano rispetto alla versione circolata a inizio dicembre 2020, complessivamente, la giudica insoddisfacente, troppo sbilanciata sugli incentivi e priva di una chiara priorità per gli investimenti volti a ridurre il divario nell’offerta di servizi (istruzione, sanità, mobilità) tra le diverse aree del Paese. Lo sostiene  Alfredo Cestari, presidente della Camera di commercio ItalAfrica, per il quale “come in campo sanitario la mancanza adeguata di medici e di infrastrutture causa la morte di migliaia di persone al giorno così in economia decisioni prese in ritardo producono la morte delle imprese. E questo bisogna assolutamente evitarlo”.

Rispetto alla versione circolata lo scorso dicembre, nel nuovo Pnrr alcune missioni, decisive per raggiungere l’obiettivo europeo di una maggiore coesione sociale e territoriale, hanno beneficiato di considerevoli aumenti: sanità, inclusione e coesione e istruzione e ricerca. E’ incrementata la quota di investimenti con una conseguente riduzione della quota incentivi, una scelta quest’ultima che indirettamente dovrebbe favorire una maggiore allocazione delle risorse al Sud, considerato che la destinazione territoriale degli incentivi è fortemente influenzata dalla capacità di assorbimento dei territori. Ma – dice Cestari – la questione non può ridursi a rivendicare ed ottenere più finanziamenti europei per le regioni del Mezzogiorno superiore al suo peso in termini di popolazione (34%). La simulazione effettuata dalla Svimez dei possibili effetti sulla crescita del Pil derivante dall’impiego delle risorse mobilitate dagli interventi previsti dal Piano lo conferma. Il Pnrr è forse l’ultimo treno che passa per il Sud. Ci vogliono una locomotiva veloce ed efficiente e i vagoni adeguati. In sintesi  occorre inserire i progetti di investimento all’interno di un disegno organico di politica industriale, finalizzato ad aggredire le strozzature allo sviluppo presenti in Italia e in particolare nel Mezzogiorno. Di qui il nostro impegno a fornire, in un clima di grande disorientamento, prima di tutto una bussola di orientamento e a spiegare la nuova strategia possibile che trova fondamento operativo nel progetto “Sud Polo Magnetico”. Il Progetto si rivolge al Sud del mondo ma guarda anche al Sud d’Europa. Promuoviamo un Sud che non si contrappone al Nord ma, al contrario, mette insieme le imprese non solo del nord Italia ma anche d’Europa. individuiamo nel Mezzogiorno l’hub naturale per sviluppare l’interazione commerciale e produttiva tra Europa e continente Africano. La Camera di commercio sta attivando tutti i canali indispensabili per avviare un tavolo di confronto con i paesi del continente africano che veda protagoniste le imprese del Sud. Il nostro obiettivo è quello di orientare una cospicua fetta dei 100 miliardi per la cooperazione rafforzata tra Unione Europea e Africa verso i rapporti tra il Mezzogiorno d’Italia e i paesi dell’Africa centrale». «. E’ necessario farsi trovare pronti in vista delle riaperture delle frontiere per creare nuove opportunità di sviluppo e investimento per le aziende italiane in grado di creare valore sull’altra sponda del Mediterraneo in particolare nei settori della mobilità aerea, la siderurgia, l’energia, il turismo con reciproci vantaggi».