Stato Regioni, via libera a intese “piccoli comuni”, mutui consorzi bonifica e comparto olivicolo

Si è svolta in modalità telematica la Conferenza Stato Regioni che tra i punti all’ordine del giorno ha approvato l’intesa sulla definizione dei piccoli comuni, quella relativa ai mutui fino a 500 milioni dei Consorzi di Bonifica e sul decreto del Ministero delle Politiche Agricole sul riconoscimento e controllo delle organizzazioni dei produttori olivicoli. 

Via libera dalla Conferenza Stato-Regioni all’intesa sui 500 milioni di euro per i mutui dei consorzi di bonifica. Con la sospensione dei pagamenti dei contributi di bonifica prevista dal Cura Italia e la difficoltà di riscossione del contributo dovuto dalle aziende agricole per il servizio irrigazione, i Consorzi di Bonifica si sono ritrovati con carenza di liquidità.

È stato necessario, pertanto, intervenire con il Decreto Rilancio che ha previsto la possibilità di erogare mutui per un ammontare complessivo di 500 milioni di euro per lo svolgimento dei compiti istituzionali dei Consorzi. In sede di Conferenza Stato-Regioni è stata sancita così, l’intesa sul decreto del Ministero dell’Economia che, di concerto con quello delle Politiche Agricole, ne stabilisce i termini e le modalità di presentazione delle domande.

A commentare positivamente le intese il sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate che ha salutato con favore anche l’accoglimento delle richieste del comparto olivicolo nazionale con l’intesa raggiunta, sempre nell’ambito della Stato Regioni, sul decreto ministeriale riguardante il riconoscimento e controllo delle organizzazioni dei produttori.

“A causa della pandemia” ha detto il sottosegretario pugliese “moltissimi operatori hanno desistito dalle operazioni di raccolta per la paura del contagio o per le misure restrittive attuate per contenere la diffusione del Covid-19” per questo si è reso necessario il provvedimento che consente, esclusivamente per il 2020, di derogare ai requisiti di riconoscimento relativi al valore minimo della produzione commercializzata e alla percentuale del volume conferito dai soci a fronte dell’emergenza sanitaria.