Decreto Ristori, Birrifici comparto lasciato solo

 

Sono state messe nero su bianco le richieste e la lettera porta la firma di diversi birrifici della Puglia, Basilicata e Calabria. Il mittente, il governo. È stato lanciato un SOS da parte di un comparto lasciato solo in piena emergenza sanitaria: una situazione economica dovuta alla pandemia in corso che sta portando molte realtà sull’orlo del baratro. Tra queste, ci sono anche i proprietari dei birrifici artigianali investiti in pieno dalle conseguenze dei provvedimenti adottati che, pur non essendo direttamente coinvolti nelle chiusure imposte, hanno visto ridurre drasticamente i loro clienti che sono principalmente pub ed attività di ristorazione.

Inoltre il settore non rientra tra i beneficiari del DL Ristori: la categoria, infatti, non è stata contemplata tra le attività colpite dalla crisi dettata dal lockdown. Nella lettera il gruppo dei birrifici chiede maggiori chiarezze al governo: tra queste, quelle relative alla chiarezza delle caratteristiche di verifica dell’Agenzia delle Dogane, che non vengano approvati perché le Agenzie delle Dogane provinciali attendono ancora indicazioni in merito alle tipologie di contatori da installare. Questo comporta il fermo delle produzioni di diversi birrifici con conseguenze disastrose per il proseguimento dell’attività.

In particolare, i birrifici aderenti chiedono: che chiunque sia sensibile ad un pezzo di realtà produttiva del Paese prenda a cuore una piccola ma significativa istanza; che la produzione Birra artigianale abbia un proprio Codice ATECO; che ci sia attenzione verso questo comparto produttivo del paese con dei ristori e agevolazioni specificatamente dedicate ai Birrifici Artigianali.