Puglia, crescono numeri settore vitivinicolo: per Capodanno pugliesi scelgono vini del territorio

Cia Agricoltori: “Sono dati che mettono in evidenza una peculiare specializzazione in questo particolare settore”

Saranno i protagonisti del cenone di Capodanno. I pugliesi infatti scelgono per le loro tavole spumanti e vini autoctoni. “Abbiamo una quantità e una qualità che sono cresciute molto in questi anni”, ha spiegato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.

Nella “Produzione di vino spumante e altri vini speciali” sono attive in Puglia 12 imprese: 3 in provincia di Bari, 2 nella Bat, 5 in provincia di Foggia e 2 nel Tarantino. In realtà, le aziende vitivinicole che producono spumanti sono molte di più, poiché anche le altre tipologie di codici Ateco non escludono affatto le bollicine. “Sono dati che mettono in evidenza una peculiare specializzazione in questo particolare settore – ha aggiunto Raffaele Carrabba – capace di crescere molto in questi anni dal punto di vista qualitativo e commerciale”. Il presidente di Cia Agricoltori spiega le difficoltà del settore vitivinicolo, che come tutti gli altri del comparto primario, ha vissuto un anno molto difficile, soprattutto a causa della pandemia e dell’apertura a singhiozzo delle attività ristorative. “La stagione vendemmiale, in Puglia, – aggiunge – ha registrato una produzione di circa 8 milioni e 500mila ettolitri di vino, con un decremento di circa il 5 per cento rispetto al 2019. Se la quantità è lievemente diminuita, la qualità invece è ai massimi livelli. Le organizzazioni agricole datoriali hanno compiuto il massimo sforzo per il sostegno al settore e sono i numeri a confermarlo, a partire da quei 28 milioni di euro destinati alla distillazione di crisi. In base all’ultimo studio dell’Osservatorio economico di Davide Stasi, sono 83 le imprese pugliesi con codice Ateco riferito alla Produzione di vini da uve. “Il governo – conclude Carrabba – ha inserito nella manovra alcune misure importanti: Il credito d’imposta del 40 per cento in materia di sostegno del made in Italy sarà concesso per i periodi d’imposta dal 2021 al 2023 pure alle reti di imprese agricole e agroalimentari, anche costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi”.