Recovery Fund, Decaro: “Da Anci proposta unitaria, priorità ai collegamenti”

Il ministro Provenzano: “Riequilibrare le differenze esistenti tra Nord e Sud”

“Sul tema del Recovery Fund abbiamo fatto una proposta unitaria come Anci con ‘Piano città Italia’, si tratta in realtà di 10 proposte su altrettanti temi, ora vediamo come le risorse atterreranno sui nostri territori. Non vogliamo gestire i fondi ma contribuire a dare le linee di indirizzo per accorciare le distanze nel nostro Paese”. Parole del presidente di Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, durante il dibattito pubblico “Next Generation EU e Mezzogiorno in Senato.

“In Italia ci sono differenze – ha proseguito – anche all’interno delle stesse regioni, non solo tra aree del Paese. Abbiamo un Paese che è variegato dal punto di vista sociale ed economico. Il problema più grosso per i Comuni del Sud è legato ai collegamenti. Se pensiamo all’Alta velocità ci accorgiamo che la percentuale di Alta velocità è del 2,4% al Sud; nel Nord Est, invece, oltre il 9%”.

Con i fondi europei “possiamo mettere in campo ogni politica meridionalista e di riequilibrio territoriale, ma se poi la politica ordinaria non segue e non è all’altezza avremo fatto poco”, dice il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. “Ad esempio, con i fondi strutturali abbiamo orientato delle risorse ai sistemi sanitari territoriali, ma se poi la Conferenza Stato-Regioni ha una ripartizione del fondo sanitario che segue lo squilibrio che si è consolidato nel corso degli anni, difficilmente riusciremo a colmare quel divario. La politica ordinaria deve, quindi, essere all’altezza di un progetto di riequilibrio territoriale”.

“Dobbiamo evitare – ha aggiunto – uno squilibrio territoriale nella fase di ripresa. Abbiamo la necessità di dare una risposta alla crisi che provi a colmare i divari nel nostro Paese, non solo territoriali ma anche sociali”. Il nostro Mezzogiorno è stata la ragione per la quale l’Italia ha ricevuto maggiori risorse, il Sud quindi deve essere al centro di maggiore attenzione”. Per il senatore Dario Stefàno, promotore dell’incontro in Senato, “il vaccino non ci libera dalle criticità che la pandemia ha messo in evidenza. La pandemia ha confermato che il nostro Paese è diviso a metà, la novità è che l’Unione europea si è dimostrata solidale. L’Italia diventa destinataria della quota più consistente delle risorse, perché l’Europa individua alcuni criteri che fanno dell’Italia destinataria di 209 miliardi. Soldi che impegnano il nostro Paese al tema della responsabilità.