Trivelle, salta il blocco nel Milleproroghe: “Rischi per Basilicata ed Emilia Romagna”

“Nelle prossime settimane permessi di ricerca e autorizzazioni a trivellare potranno essere concessi a partite a regioni come l’Emilia Romagna e la Basilicata dove si concentrano le maggiori istanze di ricerca di idrocarburi, nel mar Adriatico, Ionio e nel canale di Sicilia”. Così il leader nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, dopo la firma del decreto Milleproroghe nel quale è saltato, “per estraneità di materia”, il tentativo di bloccare per legge la ricerca di idrocarburi.

Nella bozza del decreto si spiegava invece che “dal 1° gennaio prossimo non sarebbero più stati rilasciati nuovi permessi di prospezione o di ricerca ovvero di nuove concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi”. Non sarà così. Anzi, saranno 53 i permessi di ricerca che potranno essere autorizzati nelle prossime settimane. I siti sono elencati sul sito del Mise, e numerosi sono i Comuni lucani annoverati. 

“Dal Milleproroghe – denuncia in pratica Bonelli – è scomparsa la norma che prorogava la moratoria per le autorizzazioni a nuove ricerche di petrolio in terraferma e a mare, e in virtù di ciò potranno essere autorizzate nuove domande di ricerca a trivellare, perché la legge prevedeva che la moratoria di 24 mesi sulle nuove autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi dovesse essere finalizzata alla redazione del piano delle aree idonee, da realizzare entro 18 mesi dalla pubblicazione in GU della legge, in assenza di questo piano i procedimenti e le istanze di permesso riprendono efficacia entro 24 mesi: la scadenza dell’adozione del piano è febbraio 2021”. “Un pasticcio” per Bonelli, i cui “responsabili sono i ministri Patuanelli e Costa”: “Il governo italiano non sta lavorando alla transizione energetica e continua a puntare sulle fonti fossili”.