Consiglio regionale, bilancio approvato in notturna con il voto favorevole dei Cinque Stelle

Rimandato l’intervento sulle tv locali, confermato stop alla gestione della parte irrigua dei consorzi ad Aqp

La consueta maratona notturna per limare i dettagli di una manovra regionale che, alla fine, ha ricevuto per la prima volta l’ok anche da parte di quasi tutti i Cinque Stelle, esclusa Antonella Laricchia assente in aula per convolare a nozze ad Adelfia. Il Consiglio regionale della Puglia dà il via libera al bilancio dopo dodici ore di discussione e confronti anche aspri soprattutto tra la maggioranza e il centrodestra. Tra i provvedimenti approvati, i 10 milioni ai Consorzi di bonifica per garantirne la sopravvivenza; la quota di cofinanziamento di 250 milioni di euro della spesa comunitaria; 35 milioni per la sanità ad integrazione del Fondo sanitario nazionale; 21 milioni alla Protezione civile per l’emergenza Covid, di cui un milione servirà per l’acquisto di nuove ambulanze; quattro milioni di euro a titolo di ristoro per i commercianti ambulanti, da quelli che operano prevalentemente in fiere, sagre, eventi sportivi, a quelli che si occupano del commercio di prodotti alimentari, bevande, tessili, abbigliamento, calzaturiero, fino ai fioristi. Bloccato il passaggio della gestione delle risorse irrigue dei Consorzi di bonifica ad Aqp, voluto dai Cinque Stelle e fortemente contestato dal Presidente della Commissione Bilancio Fabiano Amati. Rinviato invece al bilancio di assestamento il contributo alle tv locali, dopo i rilievi nei confronti del testo presentato da Caracciolo, Amati e Paolicelli che avrebbe di fatto escluso le emittenti che più hanno investito nelle assunzioni di personale. Intanto la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone annuncia che anche l’Università di Lecce avrà la sua facoltà di Medicina e Chirurgia. “Abbiamo approvato in Consiglio regionale i primi 300mila euro per partire. Un progetto in cui credo molto e che sosterrò con tutte le mie forze, perché sanità e ricerca sono due facce della stessa medaglia e questa pandemia ce lo ricorda ogni giorno. Oltre a rammentarci l’importanza della sanità pubblica. Perché ogni cittadino ha diritto alla migliore cura possibile».