Agricoltura, la Puglia rischia di perdere oltre 80 milioni di euro sul Psr

Sul Programma di Sviluppo Rurale la Puglia rischia una soglia di disimpegno tra gli 80 e i 100 milioni di euro: è quanto è emerso nel corso del Comitato di sorveglianza che si è tenuto nelle scorse ore e al quale hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia, l’Autorità di Gestione del Psr, due funzionari dell’ufficio preposto dell’Unione Europea e Confagricoltura Puglia. La percentuale di spesa al 15 ottobre 2020 era pari a circa il 35% e, al momento, non supera il 39%.

“È chiaro che il rallentamento della Puglia, che rappresenta una buona percentuale dell’intero Piano di Sviluppo Rurale Nazionale influisce negativamente anche su tutto il Paese” ha commentato in una nota Confagricoltura. “Durante la riunione è anche emerso che, pena la perdita di risorse, entro il 31 dicembre 2020 devono essere fatte le concessioni relative alla misura 21. La Regione Puglia, dunque, chiederà un’ulteriore deroga anche per il 2020 che sarà vagliata dalla Commissione europea” conclude Confagricoltura. “Il ritardo rispetto al target di spesa – ha invece commentato l’Autorità di Gestione del Psr Puglia, Rosa Fiore, a margine dell’incontro – è previsto di circa 86 milioni di euro, cifra analoga a quella per cui lo scorso anno si è ottenuta una deroga e siamo riusciti a non perdere risorse. In virtù di tali condizioni la Regione Puglia anche quest’anno eserciterà la facoltà offerta dal regolamento di ottenere una deroga con la prospettiva che, avendo chiuso una volta e per tutte la stagione dei ricorsi, si possa recuperare celermente il tempo perduto”. Rosa Fiore ha poi sottolineato come, “pur procedendo secondo le previsioni, non è stato possibile compensare il ritardo accumulato nell’anno precedente, sia per la ritardata risoluzione dei contenziosi sia per la ridotta capacità di spesa del mondo imprenditoriale, anche per effetto del Covid”. “È stata difatti riconosciuta l’ottima performance della Puglia – ha concluso Fiore – per le misure agro-ambientali come pure il minimo tasso di errore delle istruttorie completate, a sottolineare la corretta applicazione da parte dell’amministrazione delle complesse regole imposte dalla normativa nazionale ed europea”.