Zona arancione, la Regione stanzia 20 milioni per i ristoratori dopo la protesta di Foggia

Piemontese: “Parametreremo gli aiuti al fatturato del 2019”

Dalla Regione Puglia arriveranno fondi per risarcire i ristoratori danneggiati dalle chiusure imposte dal ritorno in zona arancione di 20 Comuni nelle province di Foggia e Bat, più Altamura e Gravina. 

Una risposta immediata ai ristoratori, dopo la protesta degli esercenti foggiani che nelle scorse ore avevano incontrato anche il Prefetto. La Regione Puglia ha deciso di mettere a bilancio dei fondi per garantire ristori ai ristoratori danneggiati dalle chiusure previste dalla stessa amministrazione regionale. Il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, lo ha confermato al termine dell’incontro che si è concluso ieri in tarda serata in prefettura a Foggia, al quale ha partecipato una delegazione dei ristoratori che lunedì scorso hanno protestato contro la nuova ordinanza regionale. Ordinanza che ha riportato da un giorno all’altro 14 comuni della Capitanata da zona gialla a zona arancione, tra la rabbia dei ristoratori che avevano già provveduto agli approvvigionamenti e che non hanno potuto riaprire. “Abbiamo inteso dare una risposta rispetto all’ordinanza che ha prolungato per un’altra settimana la zona arancione in 20 comuni della Puglia, 14 dei quali in provincia di Foggia”, Sono già previsti e trasferiti sul bilancio della Regione Puglia 20 milioni di euro” per i ristori: “è evidente che li parametreremo con” il fatturato degli “otto giorni di dicembre 2019”. “Abbiamo dato mandato – prosegue Piemontese – alla Camere di Commercio di Bari e di Foggia per fare in modo che venga fatta una istruttoria più veloce delle pratiche, magari anche dialogando con l’agenzia delle entrate. I nostri 20 milioni sono certi, è evidente che ci troviamo di fronte a chi sta subendo una situazione drammatica e ci rendiamo conto che questo intervento rappresenta una goccia in un mare di difficoltà”. “Ma noi – ha concluso – possiamo solo occuparci di ristorare i danni economici commessi per una ordinanza che ha una valenza di otto giorni, non possiamo farci carico come Regione di difficoltà economiche che vengono da mesi, questo non ci è consentito dalla legge”.