Rapporto Svimez 2020 sull’economia e la società del Mezzogiorno

Bianchi: “L’epidemia ha reso ancora più evidente il doppio divario tra l’Italia e l’Europa e tra l’Italia e il mezzogiorno. Concentrare al Sud maggiore quota investimenti del Recovery Fund (50%): sarebbe la ricetta vincente per una maggiore coesione e una più robusta crescita di tutto il Paese.

Nei primi tre trimestri del 2020 gli effetti economici del Covid-19, hanno maggiormente impattato sulle regioni del centro-nord, ma per il mercato del lavoro le ricadute maggiori hanno gravato sulle imprese meridionali e per quanto riguarda i giovani, è tornato a crescere il numero di Neet, ovvero che non hanno un lavoro nè studiano. La precarietà del lavoro, interessa sopratutto le donne e in particolare al Sud.

Apre così la relazione sul rapporto 2020, il direttore della Svimez, Luca Bianchi che ha sottolineato come  il Coronavirus ci ha messo di fronte ad un Paese diverso anche nell’offerta dei servizi erogati ai cittadini: il divario di cittadinanza ci ha reso più fragili di fronte alla pandemia.

Altro elemento di fragilità emerso dal rapporto riguarda la scuola reso ancora più evidente dall’emergenza in atto e la sanità, che nel mezzogiorno era già in “zona rossa” prima della pandemia e che si è manifestata maggiormente dopo il mese di agosto, quando il virus si è esteso anche nelle regioni del Sud.

La legge di Bilancio 2021 rappresenta il primo tassello della strategia di “ricostruzione” del governo, ma nelle previsioni degli effetti di ripresa, segna la riapertura già dall’anno prossimo di un forte differenziale Nord/Sud (4,7% contro solo l’1,6%).

Alla fotografia delle criticità del presente, la Svimez fa seguire una proposta. L’ esperimento da fare è quello di  concentrare al Sud la maggiore quota di investimenti dei 70 miliardi del Recovery Fund (il 50%): ricetta vincente per una maggiore coesione e una più robusta crescita di tutto il Paese.

Alla relazione di Bianchi segue una tavola rotonda con il presidente della Svimez Adriano Giannola, l’economista e docente alla London business school Lucrezia Reichlin, il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano. I lavori, ancora in corso saranno chiusi dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte.