Arcelor Mittal, Benaglia (Fim Cisl): garanzia dello Stato è una buona base per proseguire
“La cosa buona è che rispetto allo scenario che Mittal scappi, che lo stabilimento chiuda o che Mittal rimanga e non sappia come gestire le difficoltà, quello che si sta delineando è lo scenario che permette di andare avanti nel modo più impegnativo, anche con la garanzia dello Stato. Questa è una buona base, ma c’è ancora molto da costruire e definire. I tempi devono essere rispettati, adesso bisogna accelerare e affrontare tutti i nodi”.
Lo dice il segretario nazionale della Fim Cisl Roberto Benaglia al termine del tavolo di confronto al Mise tra governo e organizzazioni sindacali.
“Ci sono stati presentati, pur – aggiunge – in via troppo generale, i punti della trattativa tra governo e ArcelorMittal per il coinvolgimento e il coinvestimento da parte dello Stato nel gruppo. Sono troppo le incognite ancora aperte. Abbiamo posto le questioni per avere certezze sul piano occupazionale, gli investimenti e le strategie di governo e di sviluppo industriale. Siamo stati convocati troppo tardi nel senso che a soli 17 giorni dalla scadenza del 30 novembre il ritardo è molto grave, ma il governo ha accettato di reincontrarci per affrontare i nodi irrisolti”. Per fare “un accordo sindacale – ha osservato Benaglia – ci vogliono garanzie precise. Non sono stati indicati numeri, c’è un’intenzione generica di garantire l’occupazione, è una buona intenzione ma noi vogliano vedere nel dettaglio il piano industriale perchè in questo momento abbiamo a Taranto 5mila persone in cassa integrazione più altre migliaia in giro per l’Italia, quindi non possiamo fidarci a scatola chiusa”.

