Covid indotto FCA Melfi. FIOM CGIL chiede sicurezza e rispetto contrattuale

A Potenza attivo Fiom Cgil Basilicata con i delegati della logistica e componentistica dell’indotto Fca di Melfi. Al centro: salute, sicurezza e contrattazione. Non siamo – è emerso – lavoratori, figli di un Dio minore.

A Potenza l’attivo della Fiom Cgil per discutere, con i delegati della logistica e componentistica dell’indotto Fca di Melfi, del rispetto dei protocolli anti-covid e diritti contrattuali. Questioni urgenti – è emerso – per evitare di essere considerati figli di un Dio minore. “I lavoratori della logistica – ha dichiarato Giorgia Calamita, della segreteria Fiom Cgil Basilicata – con il sistema di appalti e subappalti subiscono precarietà e disuguaglianze. Bene i protocolli per riaprire le fabbriche ma salute e sicurezza devono coinvolgere le unità che vi operano”. Sul fronte della contrattazione, riferimento al contratto di secondo livello nell’indotto Fca e l’andamento della trattativa sul contratto nazionale, rilevate da Mariano Carboni, della Fiom Cgil nazionale. Richiesta a Federmeccanica di ridistribuzione della ricchezza, rivendicando l’8% in più, ovvero 150 euro in busta paga.