Arcelor Mittal, 230 operai richiamati dalla cassa integrazione

Il sindaco di Taranto dice “no” a proroghe sugli adempimenti ambientali

230 operai di Arcelor Mittal sono stati richiamati dalla cassaintegrazione e torneranno in fabbrica il prossimo lunedì. La decisione arriva a seguito delle lunghe trattative tra sindacati e i referenti di Arcelor. Tra gli operai reintegrati sono compresi anche 53 addetti alle manutenzioni centrali. Gli addetti all’altoforno 2 in cassa integrazione da diversi mesi a causa dell’inattività dell’impianto rientreranno a lavoro seguendo un turno di rotazione sugli altoforni 1 e 4, gli unici in funzione. L’azienda ha inoltre comunicato alle rsu sindacali la ripartenza di alcuni impianti dell’area a freddo e il conseguente aumento produttivo del reparto acciaieria. Giunta anche l’attesa convocazione dei sindacati al Ministero dello sviluppo economico per tentare di sciogliere i nodi relativi a bilancio, ambiente e all’ingresso dello Stato nella società tramite Invitalia. Tuttavia Arcelor ha chiesto al ministero dell’ambiente una proroga per l’adempimento alle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale. Sul tema è intervenuto il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che ha ribadito il suo rifiuto netto a ogni forma di proroga. Nei giorni scorsi Melucci ha incontrato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il neoeletto in seno al consiglio, il professor Pier Luigi Lopalco, per ridiscutere la delibera sui Wind Days e adeguarla alle disposizioni anti-covid.