A. Mittal: proroga Cassa integrazione per 8mila, causale Covid

Dopo revoca Cig ordinaria per 13 settimane. Informati i sindacati

 

Prorogati gli ammortizzatori sociali per un numero massimo di 8.182 dipendenti dello stabilimento di Taranto non più attraverso la Cassa integrazione ordinaria guadagni per 13 settimane per 8.152 addetti (che è stata revocata), ma con 6 settimane di Cassa integrazione con causale Covid-19. Lo ha comunicato ArcelorMittal ai sindacati. La sospensione interesserà complessivamente, e secondo le esigenze dell’azienda, 5622 operai, 1525 impiegati, 871 equivalenti e 131 quadri. Si procederà alla consultazione con i sindacati domani alle ore 12, ma l’azienda spiega che “trattandosi di un evento oggettivamente non evitabile che rende indifferibile la riduzione dell’attività lavorativa” si andrà avanti con la procedura.

 

“Sembra ormai arrivata al capolinea la vicenda dell’Ex Ilva dove gli unici a rimetterci sono i lavoratori, gli imprenditori e lo Stato. – ha affermato in una nota, la deputata di Forza Italia Vincenza Labriola – Sono mesi, infatti, che lo Stato non percepisce l’affitto, sebbene ridotto più del 50%, e sono mesi che paga la cassa integrazione, oggi prorogata per sei settimane, a 8.182 dipendenti dello stabilimento siderurgico. Senza contare i 470 milioni di euro stanziati con il decreto Agosto per entrare nel siderurgico Tarantino.

 

In più ArcelorMittal, – si legge ancora nella nota – nascondendosi dietro all’emergenza sanitaria, non paga gli imprenditori dell’indotto che devono riscuotere 38 milioni di euro e sono a corto di liquidità, rischiando di fallire con tutte le ripercussioni occupazionali che ne deriverebbero. Il governo però ignora lo spirito di responsabilità di questi imprenditori che hanno garantito la continuità aziendale tra il primo e il secondo commissariamento statale e non si preoccupa di saldare i propri debiti. Di questo passo del polo siderurgico più grande d’Europa resteranno solo macerie”.