Puglia, uva da tavola: “È iniziato il clou della raccolta, al momento la qualità è ottima”

Buona la raccolta per l’uva da tavola in Puglia

Le previsioni sono più che positive, quelle che fanno riferimento alla raccolta dell’uva da tavola per questa stazione. La campagna 2020 è in pieno svolgimento e i dati e le informazioni che provengono dai produttori pugliesi, compongono un quadro caratterizzato da andamenti differenti per le diverse varietà e per i territori, ma nel complesso ottimale. Secondo il più recente rapporto Ismea in Puglia sono circa 24.500 gli ettari coltivati a uva da tavola. Sebbene la regione sia di straordinaria importanza nel panorama italiano, le esportazioni sono sempre più minacciate dai paesi produttori emergenti che stanno guadagnando quote sui principali mercati di sbocco grazie a uve offerte a prezzi competitivi. Sempre secondo il più recente rapporto Ismea sulle Uve da Tavola l’andamento delle esportazioni italiane tra il 2014 e il 2018 evidenzia una sostanziale stabilità in termini di volumi intorno alle 450mila tonnellate. L’aumento dei prezzi medi ha determinato la crescita degli introiti da 560 a 665 milioni di euro, a valori correnti. Per quanto concerne i mercati di sbocco delle uve da tavola italiane, i paesi dell’Unione europea hanno un peso enorme assorbendo in media al 90% delle esportazioni complessive. Oltre alla quota detenuta dai Paesi Ue va considerata anche quella appannaggio della Svizzera che detiene una quota del 5% e della Finlandia con un ulteriore 1%. Il podio dei clienti dell’Italia è composto da Germania, Francia e Polonia. La Germania è saldamente in testa alla graduatoria con circa un terzo dell’export complessivo. A seguire la Francia che detiene il 18% e la Polonia il 9 per cento.