Fase 3, Decaro: “Noi sindaci siamo spaventati. Serve un passo più veloce”

L’appello del presidente Anci al ministro Lamorgese: “Si faccia portavoce verso il governo per trovare soluzioni”

“C’è il rischio di tensioni sociali, per quando sarà finita la cassa integrazione”. A lanciare l’allarme è il presidente Anci Antonio Decaro. 

“Noi sindaci siamo spaventati”. A dirlo, il presidente Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, sulle pagine del Corriere della Sera, in un’intervista che dà conto di tutti i timori degli amministratori locali in epoca post Covid. “Ci preoccupa il fatto che possa finire la cassa integrazione e non ci sarà occupazione”, dice Decaro, che puntualizza: “Le aziende hanno ridotto le attività e il personale. Si deve ripartire da qui. Noi ce la stiamo mettendo tutta: semplificazione degli appalti, autorizzazioni più veloci, sostegno a bar e negozi”. Il presidente Anci si rivolge poi direttamente al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che ha parlato di rischio in autunno per le tensioni sociali: “Mi aspetto dalla ministra non solo allarme ma anche soluzioni. – dichiara il sindaco di Bari – voglio sperare che lei si faccia portavoce verso il governo per trovarle.

Decaro poi ravvisa il bisogno che ci siano passi molto più veloci rispetto al ritmo attuale, nell’affrontare le questioni sociali legate all’emergenza. “Stiamo tenendo grazie alla cassa integrazione e grazie al reddito di cittadinanza”. Punto su cui Decaro, come tiene a puntualizzare, parla da sindaco e non a nome del Partito Democratico che “non la pensa alla stessa maniera”. E ribadisce: “Senza queste misure avremmo già avuto tensioni sociali. In mancanza di ammortizzatori potrebbe succedere di tutto”. Un ulteriore pericolo da non sottovalutare, secondo il sindaco di Bari, è che gli effetti della crisi portino esercenti e famiglie a chiedere soldi in prestito alla criminalità organizzata. Un pericolo serio, dice Decaro, e che occorre scongiurare.
Ma nonostante il timore che con una nuova avanzata del virus in autunno la situazione possa precipitare, il presidente Anci conclude: “Sono ottimista”.