Petrolio. Val d’Agri: in attesa rinnovo concessioni, piano straordinario occupazione

Garanzie occupazionali a seguito della lenta ripresa produttiva di greggio dovuto al Covid-19. A chiederlo sono amministratori e lavoratori che gravitano intorno al Centro Oli Eni in Val d’Agri. Tenuto un incontro su iniziativa del Comune di Viggiano.

Un atto di responsabilità sociale sull’estrazione petrolifera in Val d’Agri in capo ad Eni – oltre alla tutela ambientale, salute pubblica e sicurezza – che guardi all’occupazione, tassello fondamentale per tornare ai livelli pre Covid-19 e superare così l’attuale stallo produttivo.

A chiederlo con forza il Comune di Viggiano, promotore di un incontro, insieme ad altri sindaci dell’area e alcuni dei 4 mila lavoratori dell’indotto, nato a seguito degli accordi del 1998 e che anche in attesa del rinnovo delle concessioni, scadute lo scorso ottobre, vive una serie di timori e vertenze. “La Val d’Agri ha dato fiducia alla produzione petrolifera – ha detto il sindaco viggianese, Amedeo Cicala – ora chiediamo un piano straordinario per il lavoro”.

Presenti anche Confindustria, sindacati e naturalmente i rappresentanti della multinazionale del cane a sei zampe. L’Eni ha sottolineato i 400 dipendenti diretti che operano nel Centro Oli, 104 i nuovi assunti, e la lenta ripresa delle attività. La Shell, partecipata del sito al 40%, ha invece declinato l’invito. Dal canto suo, la Regione Basilicata, con il presidente del Consiglio, Carmine Cicala, convocherà il tavolo della trasparenza.