Bankitalia: Basilicata, dal Covid “pesanti ripercussioni”

 

(ANSA) – POTENZA, 30 GIU – L’economia lucana, che ha ristagnato nel 2019, “si è contratta in misura significativa nei primi mesi del 2020”: il calo “ha interrotto il recupero in atto da un quinquennio”, che ha riportato il Pil regionale “quasi sui livelli precedenti la crisi economico-finanziaria”.

 

E’ quanto emerge dal Rapporto “L’economia della Basilicata”, realizzato dalla Banca d’Italia e presentato stamani nel corso di una videoconferenza.

 

Il sistema produttivo lucano, “pur non avendo recuperato i livelli precedenti la crisi finanziaria, negli scorsi anni si è rafforzato”, ma nei primi mesi del 2020 l’attività economica ha subito le pesanti ripercussioni dell’emergenza sanitaria: il lockdown ha riguardato il 27% del valore aggiunto del delle
imprese (40,7% nell’industria e 20,4% nei servizi).

 

Il settore industriale prevede un calo del fatturato di circa un quinto nel 1/o semestre, la domanda per l’automotive si è “ulteriormente ridotta” e la “forte crescita della produzione petrolifera, sostenuta dall’avvio dell’estrazione nella concessione Gorgoglione”, si è associata “a un marcato calo dei prezzi del
petrolio”. È proseguito il calo dell’export nel primo trimestre (-17,2%).

 

La sospensione delle attività non essenziali ha “sottoposto le aziende coinvolte a un elevato stress finanziario”: il 24,9% delle imprese la cui attività è stata sospesa è risultato a rischio di illiquidità, un valore superiore alla media nazionale (21,5%). Nel 2019 è proseguita la crescita dell’occupazione in

 

Basilicata (1,5%), in misura “più intensa rispetto al Mezzogiorno (0,2%) e alla media nazionale (0,6%)”.

 

La povertà in regione rimane su livelli elevati: la quota di famiglie con una spesa equivalente inferiore alla metà di quella media nazionale (in povertà relativa), era pari al 17,9%, a fronte dell’11,8% in Italia (dato del 2018). Le famiglie lucane che hanno usufruito del Reddito e della Pensione di cittadinanza (Rdc e Pdc) sono stati circa undicimila (circa il 5% rispetto a un 8% al Sud e al 4% in Italia), con un importo medio mensile per famiglia di 467 euro per il Rdc e 211 per la Pdc: nei primi quattro mesi del
2020, i nuclei beneficiari sono cresciuti a circa 11.300.