Melucci: “A Trieste il Governo ha investito sulla riconversione delle acciaierie, si faccia a anche a Taranto”

Il sindaco della città jonica: “Manca ancora avvio serio delle bonifiche”

“Mai più altiforni anche a Taranto, il Governo batta un colpo”. Il sollecito per il siderurgico ArcelorMittal è del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, , dopo che “a Trieste – sottolinea – il Governo ha chiuso per sempre l’area a caldo e investito centinaia di milioni di euro nella riconversione. Cosa pensano di raccontare ai tarantini? E i parlamentari ionici – aggiunge – la smettano di rilasciare dichiarazioni come se non fossero loro al Governo, agiscano subito, i loro numeri possono bastare a far tremare la maggioranza parlamentare”.

 

Pur esprimendo “apprezzamento” per il lavoro del Governo al tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo-Cis per Taranto, il sindaco si unisce a chi denuncia, “parti sociali e sistema di imprese in primis”, una “inspiegabile quanto incoerente assenza del tema dello stabilimento siderurgico dalle proposte utili”. Già a marzo – prosegue – il territorio unito aveva chiesto al Governo che quel tavolo diventasse anche “cabina di regia della cosiddetta transizione giusta, all’interno della quale definire un accordo di programma sull’ex Ilva”, per evitare “provvedimenti palliativi” e la “insensatezza di progetti non volti ad un nuovo sostenibile modello di sviluppo”. Invece, restano gli “interventi calati dall’alto senza un necessario confronto con la comunità” e gli “annunci slegati da una discussione seria e definitiva sulla produzione di acciaio a Taranto”: manca “un vero avvio delle bonifiche straordinarie, una radicale conversione tecnologica”. “Non abbiamo bisogno che ci venga indorata la pillola – conclude – vogliamo essere ascoltati, vogliamo costruire un futuro a partire da una soluzione per l’ex Ilva, non facendo finta che in quello stabilimento e intorno ad esso sia tutto a posto”.