Scuola, pronte le linee guida del governo. Il ministro Boccia: “Documento ben fatto”

“Il 14 settembre si torna in aula in sicurezza”. Sono le parole della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che ha presentato in conferenza stampa insieme al premier Conte le linee guida per il nuovo anno scolastico.

“Il documento della scuola è ben fatto”. Ne è convinto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, in riferimento alle linee guida presentate dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, riguardo il ritorno tra i banchi, il prossimo 14 settembre. “Si torna a scuola in presenza e in sicurezza” ha detto Azzolina. Il documento, che sarà diramato agli istituti scolastici, si fa riferimento al distanziamento fisico: almeno un metro tra le bocche degli alunni, così come suggerito dal Comitato Tecnico Scientifico. “Le Linee guida sono il frutto di un lungo confronto e di una condivisione con gli attori del mondo della scuola, comprese famiglie e studenti”, ha dichiarato la ministra. Confermato, durante la conferenza stampa, un miliardo in più per la ripartenza per evitare carenze di organico e classi sovraffollate. Fra docenti e personale Ata, Azzolina ha garantito che ci saranno 50mila dipendenti in più. “Questo nuovo miliardo – ha dichiarato – ci dovrà consentire di ripartire a settembre in piena sicurezza, di avere una scuola più moderna, più sicura, più inclusiva”. La ministra partirà a breve per un giro tra le regioni italiane, al fine di monitorare l’andamento dei lavori. Al momento resta escluso l’utilizzo di separatori in plexiglas e non ci sono indicazioni riguardo le mascherine. Precisazioni in merito arriveranno da parte del Comitato tecnico scientifico almeno due settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico. Bisognerà tener conto, infatti, del quadro epidemiologico. Solo allora si potrà decidere come e se insegnanti e alunni dovranno indossare dispositivi di protezione individuale. Le prime reazioni negative al piano presentato dal governo, riguardano il fatto che molte responsabilità ricadrebbero sui dirigenti scolastici. Secondo Paola Serafin di Cisl Scuola, “non si può chiedere ai dirigenti scolastici e al personale di rispondere in solitudine alle esigenze delle famiglie e alla necessità di garantire il servizio a organico e risorse invariate”.