Ex Ilva, terminata videoconferenza governo-sindacati

Si è conclusa la videconferenza tra sindacati e Governo sul nuovo piano industriale presentato da Arcelor Mittal. Critici i sindacati, che pretendono zero esuberi, mentre il Governo conferma la disponibilità all’investimento pubblico

 

Un piano fasullo, non esitano a definirlo i sindacati, riferendosi alla strategia di Arcelor Mittal per Taranto. Terminata la videoconferenza tra Governo e sindacati, cominciano a trapelare quelli che sarebbero i punti presentati da Mittal per il polo di Taranto. Confermata la richiesta di mettere in cassa integrazione 3200 operai già dal 2020, rimandando interventi strategici come il rifacimento dell’altoforno 5, ma a slittare sono anche gli investimenti sul piano ambientale, rimandati al 2025 così come il rientro a lavoro della piena forza lavoro. Da parte sua il Governo ha confermato l’intenzione di co-investire per sostenere l’ex Ilva.

 

Per Marco Bentivogli della Fim Cisl, la cancellazione dello scudo penale è alla base della crisi attuale, da cui Mittal ne sta uscendo stracciando i precedenti accordi, con la possibilità che anzichè concludere l’acquisto di Ilva ne entri partecipando in minoranza.

 

“Incontro deludente” per Francesca Re David, segretaria generale Fiom Cgil, Il Governo si è limitato a rappresentare il mancato rispetto degli accordi da parte di ArcelorMittal e a ribadire il giudizio negativo già anticipato sull’ultimo piano presentato, ma non è arrivata nessuna risposta su come procedere”

 

Per Franco Busto, segretario generale della Uil “Arcelor deve essere accompagnata alla porta con una penale pesantissima e che lo Stato si faccia garante dell’immediato futuro dell’azienda.

 

Dopo la videoconferenza confronto acceso tra sindacati e operai davanti i cancelli della fabbrica, questi ultimi ormai sfiduciati lasciano tra le proteste il presidio, mentre i sindacati preannunciano battaglia nell’incontro che il Governo ha convocato la prossima settimana con Arcelor Mittal e parti sociali.