Taranto, cassa integrazione per ArcelorMittal

ArcelorMittal chiede intervento al governo

 

«ArcelorMittal va avanti dritto per la sua strada. Una strada a senso unico, caratterizzata solo dal ricorso agli ammortizzatori sociali».

 

Non usa mezzi termini il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano, dopo l’odierno annuncio di ArcelorMittal del ripristino della Cassa integrazione ordinaria per le 8.157 unità in forza nello stabilimento di Taranto.

 

«Una decisione calata dall’alto – aggiunge – alla vigilia dell’annunciata presentazione del piano industriale. ArcelorMittal continua a trincerarsi dietro gli ammortizzatori sociali, il governo deve intervenire subito, non può rimanere alla finestra o addirittura ancora al primo tempo. I lavoratori hanno bisogno di certezza nel futuro,il territorio di risposte che tardano ad arrivare. Gli annunci ripetuti da parte del governo, ormai, lasciano il tempo che trovano: bisogna accelerare perché è necessario fornire le opportune risposte a tutti lavoratori. Risposte che, per noi, non possono continuare ad essere quelle degli ammortizzatori sociali. Qui c’è gente che vuol lavorare, salvaguardando la propria dignità».

 

La Fim Cisl, inoltre, ha più volte evidenziato anche ai commissari dell’amministrazione straordinaria Ilva ogni perplessità in materia di sicurezza e manutenzioni degli impianti.

 

«Anche nel corso dell’ultimo incontro con i commissari abbiamo ribadito l’assenza delle manutenzioni programmate, ordinarie e straordinarie e l’assenza di eventuali programmi circa gli impianti fermi a partire dall’acciaieria.